Fra i diritti di un bambino ci deve essere quello di avere i propri genitori, non altri. Anche se idioti. E di crescere con chi abbia i suoi stessi geni, non geni apparentemente migliori. Altrimenti diventa una sorta di eugenetica. E lo Stato deve tutelare questo diritto, cercando con tutti i mezzi di rendere migliori i genitori naturali. Invece lo Stato pare fare altro: cercare un pretesto qualunque per spostare il bambino altrove, dove 'starà meglio', dove 'avrà più possibilità', dove 'la sua vita sarà piena di amore e attenzioni e la sua stanza sarà piena di giocattoli'.
E chi dice che è meglio? E chi dice che il bambino, da grande, diventerà migliore?
Perché è vero: leggendo con un po' più di distacco e profondità le storie di Bibbiano, rimane sempre quel dubbio di fondo che 'qualcosa c'era' se i bambini sono stati sottratti alle famiglie. Un po' di droga; un po' di alcool; un po' di trascuratezza; un padre che non c'è; una madre single che 'per rilassarsi' lascia il bambino a casa di amici e va in ferie da sola: qualcosa di strano c'è sempre.
Ma questo non vuol dire che togliere il bambino ai genitori, per affidarlo a chissà chi - magari dandogli quel figlio che la natura non gli ha dato e quelle centinaia di euro al giorno che la società non gli ha dato - sia la soluzione migliore. Magari, in molti casi, con quello stesso impegno e risorse economiche i genitori naturali potrebbero evolvere. Magari è lo stesso provvedimento di revoca del figlio che determina il crollo definitivo dei genitori borderline. Magari.
Il tema è ovviamente più delicato e complesso di come lo abbiamo posto in queste poche righe. E queste sono banalizzazioni. Ma spesso è dietro le complessità che si cela il malaffare.
Comunque questo è il momento di intervenire. E se la politica deve intervenire è per cambiare il sistema, non per farci sopra altrettante banalizzazioni e speculazioni elettorali populistiche.
Magath


