'Tutta la vicenda emersa a livello giornalistico, gravissima e contraddittoria, in assenza di comunicazioni ufficiali da parte delle autorità, suscita molte perplessità Se fosse vero che l'attentatore ha assunto farmaci detenuti in cella condivisa con altro detenuto nella sezione 'I CARE' significherebbe una gravissima violazione dello standard minimo di sorveglianza mirata e dei protocolli previsti' - afferma in una nota il legale. 'La mancata custodia mette a rischio la celebrazione del regolare processo e della ricerca della verità, ma soprattutto i diritti delle persone offese.
Il decesso dell'indagato determinerebbe l'estinzione del reato, frustrando in modo irrimediabile le legittime aspettative di giustizia e verità delle vittime.
Pertanto ci si auspica che vengano adottate d'ora in avanti tutte misure atte ad evitare che il detenuto El Koudri Salim possa portare a compimento eventuali gesti di autolesionismo perché l'attentatore deve essere processato e condannato alla pena di legge, senza che venga elusa l'azione della Giustizia'.
'Sono molto indignato e irritato per il fatto che uno come El Koudri che ha commesso un'azione spietata di terrorismo, l'assassino di mia sorella, sia stato lasciato libero di agire in carcere, addirittura sia stato in grado di assumere liberamente e facilmente medicinali, che si sa in carcere non dovrebbero esserci a diretta disponibilità dei detenuti' - ha affermato Giovanni Esposito.
'Io voglio solo che lui sia processato e condannato all'ergastolo e che non venga trattato da malato mentale perché la perizia del tribunale lo ha completamente escluso. Le vittime hanno diritto alla verità e alla giustizia e al regolare svolgimento del processo'.
Nella foto, l'avvocato Debora De Cicco e Giovanni Esposito




