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Polimialgia reumatica e vasculiti: Policlinico in prima linea

Polimialgia reumatica e vasculiti: Policlinico in prima linea

Uno studio pubblicato sugli Annals of Rheumatic Diseases. Il professor Salvarani premiato ad Hong Kong


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La Struttura di Reumatologia di Modena, diretta dal professor Carlo Salvarani di Unimore, protagonista del dibattito scientifico sulla polimialgia e le arteriti. Nelle settimane scorse, durante l’Annual Advances in Medicine, organizzata dal Department of Medicine & Therapeutics of the Chinese University of Hong Kong  - un evento che ha raggruppato 2.000 esperti da tutto il mondo - Carlo Salvarani ha tenuto una lettura magistrale sul tema delle arteriti a cellule giganti alle quale, nel 30% dei casi, è associata la polimialgia reumatica. A margine della lettura , il Salvarani è stato premiato  per le sue ricerche sulla polimialgia reumatica e arterite a cellule giganti, che hanno portato allo sviluppo di importanti contributi nell’ambito della patogenesi, epidemiologia, criteri diagnostici/terapeutici, caratteristiche cliniche e terapia di tali malattie. Alcune di queste ricerche sono state fatte in collaborazione con la prestigiosa Mayo Clinic e Carlo Salvarani è stato invitato a scrivere reviews sulla polimialgia reumatica e arterite a cellule giganti dalle più importanti riviste scientifiche internazionali mediche quali New England Journal of Medicine e Lancet, ad elevatissimo impact factor.

La malattia di Behcet è una vasculite dei vasi venosi e arteriosi che  è particolarmente frequente nei paesi che si trovano lungo la via della seta, Italia inclusa.

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“Questa patologia – spiega Salvarani - è caratterizzata da manifestazioni mucocutanee come afte orali e genitali, ma anche da interessamento oculare ( vasculite retinica), cerebrale, intestinale, articolare, e dei vasi venosi e arteriosi. A livello vascolare tale condizione determina  trombosi venose, a carico soprattutto delle vene degli arti inferiori e aneurismi infiammatori arteriosi, in particolare  delle arterie polmonari. Recentemente è stata segnalata l'efficacia di nuova terapia con agenti biologici, anti-TNF nell'infiammazione oculare, nelle trombosi venose recidivanti e nell'interessamento cerebrale; il tocilizumab, invece, è efficacie nell'interessamento cerebrale, e piccole molecole, come apremilast nelle afte orali”.

 Anche l'arterite a cellule giganti è una  vasculite, cioè un’infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni, che interessa generalmente persone di età superiore ai 50 anni, soprattutto di sesso femminile. L'arterite a cellule giganti tende a colpire vasi sanguigni di grande e medio calibro, contenenti tessuto elastico, e può determinare la comparsa di aneurismi infiammatori soprattutto dell’aorta toracica ad alto rischio di rottura se tale patologia non viene adeguatamente riconosciuta e trattata. “Mi occupo da anni di questa patologia – spiega ancora Salvarani -  in collaborazione, tra l’altro, con la Mayo Clinic.

Uno studio  epidemiologico di popolazione che ho condotto alla Mayo Clinic   ha identificato  la presenza di picchi di incidenza di arterite a cellule giganti (ACG) che si ripetevano ciclicamente nel tempo, dato che è a supporto del possibile ruolo di un fattore infettivo nella eziologia di tale vasculite. La ACG è la più frequente delle vasculiti e interessa prevalentemente i grandi vasi, cioè aorta e suoi rami”.

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