Paolo Botti, biologo, 65 anni, è appena stato eletto presidente di un club che conta 48 soci e tre soci onorari. Una delle realtà più consolidate della provincia di Modena che negli anni si è distinta per numerose attività, sia a livello provinciale che fuori dai confini europei.
Come è iniziato il suo percorso nel Rotary?
'Sono entrato 6 anni fa grazie a una conoscenza comune e subito ho trovato un gruppo di coetanei, molti dei quali professionisti affermati, che condividevano la mia stessa passione di fare qualcosa per gli altri, per restituire alla comunità un po' di quello che si è ricevuto. Per alcuni anni ho guidato la Commissione progetti che stabilisce a quali service dare priorità e quest'anno sono stato eletto presidente'.
In questi anni quali sono i progetti realizzati che più la rendono fiero?
'Due anni fa abbiamo siglato un accordo pluriennale col comando Covi dell'Esercito italiano allora guidato dal generale Figliuolo. Questo accordo, siglato dalla nostra ex presidente Paola Negrini, ci ha consentito di essere tra i donors che possono collaborare nei teatri dove interviene l'Esercito. In particolare siamo riusciti a donare 11 tonnellate di merce varia in Libano e a realizzare due importanti attività in Iraq e una in Afghanistan'.
Quali gli obiettivi del suo mandato?
'Nel programma che ho presentato e che i soci hanno appena votato sono previste due grandi linee di azione. Quella locale, privilegiando i service destinati a disabilità e povertà, prevede la stretta sinergia coi tre Comuni del nostro territorio, in accordo con sindaci e assessori ai servizi sociali, con una attenzione allargata al Comune di Formigine. Si inserisce in questo contesto la raccolta fondi mirata che si terrà il 30 settembre nel campo da rugby di Formigine, insieme alla associazione Highlanders che si occupa di sostegno ai ragazzi disabili. Sul piano internazionale continuiamo la nostra adesione al programma di vaccinazione contro la poliomielite e ad agire nelle realtà concrete alle quali possiamo dare aiuto e in particolare stiamo lavorando su altri progetti in accordo con l'Esercito'.
Poi ci sono le giornate aperte ai non soci, le cosiddette iniziative Conviviali.
'Sì, è un modo per aprire il club all'esterno e comunicare direttamente i nostri progetti e attività.
Qual è il rapporto tra il Rotary e la politica?
'Lo statuto prevede la natura apolitica del club, così come il rispetto di tutte le religioni. Abbiamo alcuni soci impegnati attivamente in politica, ma il loro essere soci non è legato alla loro attività in questo o quel partito'.
Diverso il rapporto con le istituzioni.
'Certamente, per fare le cose al meglio sul piano locale occorre conoscere il territorio e confrontarsi con coloro che sono chiamati ad amministrarlo. Spesso ospitiamo sindaci e rappresentanti istituzionali e ci confrontiamo con loro sulla natura dei nostri service'.
g.leo.


