In provincia di Modena arrivano quattro nuovi professionisti ad accrescere lo staff che si occupa di prevenzione e contrasto al gioco patologico. Si tratta di tre psicologi, uno per l’Area Nord, uno per l’Area Centro e uno per l’Area Sud, già in servizio, oltre a un tecnico della riabilitazione psichiatrica, che opererà trasversalmente.
“In ambito sanitario, l'obiettivo è potenziare il trattamento integrato sanitario e sociale per gli utenti e i loro familiari – spiega Giorgia Pifferi, Coordinatrice del progetto sul gioco d’azzardo dell’Ausl di Modena (nella foto) –. È importante sottolineare come tutte le azioni sono progettate, programmate e realizzate attraverso coordinamenti territoriali che vedono coinvolti i diversi attori istituzionali ma anche le associazioni del territorio, gruppi di auto mutuo aiuto”.
Il programma per il contrasto alla ludopatia ha visto nel 2017 la presa in carico di oltre 150 persone (di cui 62 nuovi accessi) da parte dei SerT della provincia. In generale, la fascia d’età più rappresentata è quella degli over 60, con una netta prevalenza maschile che però è più marcata tra i giovanissimi e i giovani adulti. Le new slot (comprese slot machine e videopoker) si confermano le più utilizzate dai giocatori in carico ai SerT; in aumento rispetto al 2017 chi predilige lotterie istantanee, Gratta&vinci e scommesse a base sportiva, mentre diminuiscono i giocatori di Lotto e Superenalotto.
I dati mettono in evidenza che dal 2006 gli utenti con diagnosi di gioco d’azzardo patologico che si sono rivolti ai servizi dell’Ausl di Modena sono purtroppo in crescita. I programmi personalizzati hanno permesso di migliorare qualità e durata del trattamento degli utenti seguiti, sempre in ottica multidisciplinare, coinvolgendo i familiari come parte integrante del trattamento stesso.

