Solo nel periodo della seconda ondata di contagi sono 71 gli anziani positivi al Covid morti nelle case protette, isolati come obbligatoriamente succede dai loro cari. Con alcune strutture che nelle ultime settimane hanno registrato una impennata nei contagi, anche tra gli operatori, nei ricoveri e nei decessi. Nel dettaglio, i dati forniti ieri dal sindaco in Consiglio comunale, sono i seguenti:
Villa Parco (6 gli ospiti positivi con 9 decessi, 1 operatori positivi); Casa della Gioia e del Sole (36 ospiti positivi di cui due ricoverati, 13 deceduti positivi e 24 operatori positivi); Ducale 1 (52 ospiti di cui 5 ricoverati e 8 operatori positivi); Ducale 2 (41 ospiti positivi di cui 2 ricoverati, 8 decessi, 5 operatori positivi); Ducale 3 (34 ospiti positivi di cui 3 ricoverati, 5 deceduti, e 10 operatori positivi); 9 Gennaio (14 ospiti positivi, 11 deceduti positivi, 6 operatori positivi); Ramazzini (ospiti positivi 33 di cui 2 ricoverati, deceduti 6 e un operatore positivo); Villa Margherita (un operatore positivo, nessun ospite positivo), Casa S.Anna e Santa Luigia (ospiti positivi 13, deceduti positivi 19 e 7 operatori positivi). Per la prima volta entra nel drammatico elenco degli ospiti delle case protette per anziani positivi al Covid, anche la Cra Vignolese, gestita direttamente dal Comune e omaggiata nei giorni scorsi dei panettoni offerti dai Lions alla presenza del sindaco. Particolare il caso di una anziana risultata negativa per due volte al tampone rapido ma risultata positiva al tampone molecolare che ha rilevato (con risultati forniti il 6 dicembre sui tamponi a cui sono stati sottoposti tutti gli ospiti e gli operatori), anche altri due ospiti ed una infermiera, posta in isolamento.
“La condizione delle Cra della Provincia di Modena è più difficile di quella della scorsa primavera – sostiene Mohcine El Arrag responsabile provinciale delle politiche socio-sanitarie per la FP Cgil di Modena – Le criticità sono tante e vanno affrontate con delle risposte tempestive e puntuali”.
Il sindacato pone
“Vanno predisposte misure adeguate per assicurare i percorsi di sporco e pulito – aggiunge il sindacalista della Fp Cgil El Arrag – I reparti Covid nelle Cra sono utili se viene effettuata l’implementazione del personale e degli operatori sanitari. Inoltre bisogna assicurare la presenza di personale qualificato. In questa fase c’è bisogno anche di assicurare un’intensa attività di controlli da parte dell’Azienda Sanitaria, sia sui servizi accreditati, sia su quelli al di fuori dell’accreditamento, intervistando e coinvolgendo gli operatori dei servizi che operano in prima linea. Gran parte delle “casa famiglia” continuano a sentirsi libere da ogni vincolo di confronto sulle misure di contenimento di rischio contagio, nonostante che i problemi siano stati segnalati da tempo, ma le cui segnalazioni sono state sempre ignorate e le decisioni rimandate. Quando l’emergenza sarà finita bisognerà senz’altro ripensare il sistema dei servizi socio-sanitari, ma nel frattempo bisogna mettere risorse nel sistema per assicurare tutte le misure di sicurezza, la presenza del personale e anche un incentivo economico per coloro che dall’inizio della pandemia stanno operando incessantemente per assicurare le prestazioni socio-sanitarie in condizioni davvero complicate e senza precedenti”.


