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Studenti Unimore Contro il Green Pass, lettera al rettore: lo rifiuti

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In documento aperto il gruppo di universitari fissa i punti che renderebbero il certificato verde lesivo di diritti, dignità e mero strumento politico


Studenti Unimore Contro il Green Pass, lettera al rettore: lo rifiuti

Il gruppo degli “Studenti Unimore contro il green pass” nato recentemente e in costante collaborazione col coordinamento nazionale degli altri Atenei, ha inviato una lettera al Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia in merito all’approvazione del Decreto legge 111/2021 che obbliga alla presentazione della Certificazione verde in ambito universitario sia per gli studenti che per tutto il personale universitario. Un documento che non si limita a smontare i presupposti del certificato verde, giudicato strumento politico, lesivo dei diritti senza effetti sul piano del contagio, ma chiede e suggerisce strumenti per garantire una didattica in presenza, in sicurezza e senza green pass. Di seguito il testo della lettera inviata al rettore è pubblicato in forma integrale.

Gli studenti fanno presente che:
● lo strumento della certificazione verde imposta agli studenti per l’accesso all’Ateneo,risulta in palese contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, discussa a Nizza il 7 dicembre 2000, la quale dichiara all’art. 1 che “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”, e all’art. 3 che “Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.
Nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati il consenso libero e informato della persona interessata, secondo le modalità definite dalla legge” e che diventa vincolante per gli stati membri con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona:
● gli articoli sopracitati fanno eco all’art. 5 della Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina, approvata dal Consiglio d’Europa il 4/4/1997 ad Oviedo, il quale sancisce il principio del consenso personale libero e informato ai trattamenti sanitari;
● il Regolamento UE 2021/953 al considerando n. 36 stabilisce che “È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate”;

La certificazione che si vuole imporre agli studenti, e che invece non risulta utilizzabile in base al sopracitato Regolamento per discriminare le persone nei servizi di trasporto transfrontalieri, diviene invece condizione necessaria per accedere a servizi (come le Università, ecc..) interni al nostro Paese, mostrandosi come un inaccettabile ricatto ed un malcelato obbligo indiretto, in palese contrasto con l’art 32 della Costituzione Italiana. Il principio di prevalenza delle norme europee su quelle nazionali, richiamato anche nell’art. 9 del DL 52/2021 che, nell’introdurre il “green pass”, prevede espressamente l’applicabilità delle norme italiane solo se compatibili con il Regolamento UE 953/2021, impone il rispetto della risoluzione n. 2631 del Consiglio d’Europa datata 27/01/2021.

Rammentiamo perciò che qualsiasi discriminazione è vietata dall’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dall’art. 14 della CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo), dall’art. 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dall’art. 3 della Costituzione Italiana

Quanto all’asserito intento di salvaguardare l’interesse della collettività attraverso l’introduzione del Green pass, esso incontra un limite invalicabile in quanto affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 37/1990 secondo la quale 'il rilievo costituzionale della salute come interesse della collettività non è da solo sufficiente a giustificare la misura sanitaria (intendendosi ovviamente una misura imposta), ciò è confermato anche dalla sentenza n. 5/2018 che stabilisce che “Il diritto dell’individuo alla salute non può considerarsi in ogni caso cedevole nei confronti del dovere dello Stato e dei provvedimenti adottati a tutela dell’interesse della collettività né potrebbe ritenersi che qualsiasi trattamento coattivo sia giustificato solo perché esso consente migliori contributi dell’individuo al benessere sociale.'

L’intento di salvaguardare quindi l’interesse della collettività, quale giustificazione della misura restrittiva imposta, è smentito altresì dalla considerazione, ormai nota, che i vaccinati non sono per ciò stesso immunizzati e possono infettarsi e contagiare con cariche virali (in alcuni casi) anche superiori.

La certificazione verde diviene così un mero strumento politico, indegno di uno stato democratico, ancor più se questo strumento lede il diritto alla studio e al lavoro sanciti dalla Costituzione (art 3, 33,34, 4, 1)

Riteniamo perciò che nessun obbligo vaccinale possa essere imposto, né direttamente né indirettamente (tramite lasciapassare) attraverso misure che, surrettiziamente, mirino a raggiungere il medesimo scopo.

Vogliamo altresì ribadire che siamo contro ogni forma di discriminazione verso gli studenti per qualsivoglia motivo di razza, religione, convinzioni politiche, sesso, e tantomeno per trattamenti sanitari, che riteniamo debbano essere una libera scelta dei singoli. Imporre inoltre l'accesso agli ambienti dell'Università in base al possesso o meno di un lasciapassare rappresenta una inaudita discriminazione degli studenti e di tutto il personale universitario, non degna di uno Stato di diritto nel quale crediamo ancora di vivere.

L’impatto sociale delle misure adottate sulla vita degli studenti è palese ed evidente, e ci impone di denunciare l’illegittimità delle norme che si vogliono adottare nell’ambiente universitario.

Riterremo le nostre ragioni ascoltate unicamente quando nella nostra Università tutti gli studenti saranno trattati allo stesso modo e garantiti nel loro diritto di studiare e formarsi nella piena libertà e nel rispetto dei principi fondamentali del vivere comune.
In assenza di comunicazioni di ravvedimento da parte dell’Università circa l’imposizione del
green pass, e la conseguente discriminazione cagionata, riterremo le istituzioni universitarie, che avallino e attuino passivamente le illegittime disposizioni del governo, pienamente responsabili per i danni morali e materiali subiti dagli studenti.

Gli studenti unimore del gruppo “Studenti contro il green pass”, chiedono quindi di assumere una ferma posizione di rifiuto di tale misura, di garantire l’accesso di tutti all’Università , senza alcuna discriminazione, fermo restando l’uso di strumenti preventivi, quali:

● l’autocertificazione già ampiamente utilizzata in sede d’esame;
● prevedere il distanziamento e la possibilità di didattica mista previa prenotazione degli studenti alle lezioni
● garantire a tutti, senza discriminazione alcuna, di poter accedere agli esami prevedendo forme flessibili diverse dalla sola presenza


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