Se non puoi ribattere, ignora. Questa sembra essere la tattica adottata dall’attuale amministrazione comunale quando l’argomento che scotta si chiama 'piscina'. Belli i tempi passati quando l’ex assessore Antonino Marino alla parola “piscina” compariva per pianificare spazi acqua in ogni angolo della città. Se quelli del Pd, il suo partito, lo avessero lasciato lavorare, sarebbe riuscito nell’impresa di fare girare i turisti in gondola per le vie del centro città. Ma con le amministrative alle porte un certo silenzio potrebbe rivelarsi un boomerang pericoloso: non c’è sondaggio che tenga, perché una notizia può rimbalzare in pochi secondi a una marea di persone e cambiare domani la fisionomia di quanto sembrava scontato oggi.
Intanto, dopo esserci soffermati sul caso Corassori, accendiamo i fari su Dogali Ssd, che gestisce l'impianto Dogali e che è in realtà una Srl. E in effetti il nome Società Sportiva Dilettantistica Dogali Srl potrebbe creare un pò di confusione tra la natura dilettantistica della società sportiva e la responsabilità limitata che prevede una attività commerciale con scopo di lucro.
IL BILANCIO 2017
Come noto Dogali Ssd/Srl gestisce le piscine comunali della Dogali, impianto diretto da Silvia della Casa, ed è l’unica società nuoto in città che beneficia di un contributo annuale da parte dell’amministrazione comunale, confermato proprio dall'ex assessore Marino, di 182.000 euro.
Contributo di cui nessuno, tra l’amministrazione comunale e la società di gestione, si è mai preoccupato di spiegare la natura e le ragioni ai cittadini modenesi.Ebbene, leggendo il bilancio 2017, chiuso in sostanziale pareggio (1.174 euro di utile a fronte di 1.396.000 euro da ricavi e vedite dalle prestazioni e costi totali da 1 milione e 600mila euro), scopriamo che il contributo in conto di esercizio è in realtà maggiore, arriva alla cifra di 228.000 euro, quindi ben 46.000 euro in più.
E il bilancio, che lo sottolineiamo è pubblico, alla voce “crediti esigibili” rimpalla anno dopo anno (già dall’anno 2013, periodo durante il quale fallì la Modena Nuoto) la cifra di oltre 300.000 euro all’anno non specificati nel dettaglio. Ma davvero a questo punto tali crediti sono esigibili?
Allora proviamo a guardare tra le righe ricordando che Modena Nuoto, società fallita con danno erariale di alcune centinaia di migliaia di euro perché mai rifondate dalle società che ne hanno rilevate le quote (tra queste Sea Sub e Uisp), per gli allenamenti delle squadre di nuoto e pallanuoto iscritte nelle competizioni agonistiche con quel nome, utilizzava ore ed
Onde evitare interpretazioni strumentali sarebbe dunque opportuno che il presidente della Dogali Ssd/Srl faccesse luce sui misteriosi debitori e garantisca la città di
Ma la cosa più interessante è la cifra che compare nel bilancio “ermetico” alla voce “ricavi, vendite e prestazioni”, cifra che, come detto, ammonta a 1.396.344 euro, ovvero un esercizio che a chiusura di bilancio, nonostante le generose elargizioni delle casse comunali, vede navigare la Dogali Ssd/Srl tra il segno meno e un affaticato pareggio. Viene così spontaneo chiedersi a proposito di questa gestione, che lo ricordiamo ha responsabilità limitata e quindi scopo di lucro nell’utilizzare un bene della comunità, cosa succederebbe se non godesse di 228.000 euro di contributo all’anno e se la voce di crediti esigibile per l’ammontare di oltre 300.000 euro dovesse figurare “non esigibile”.
IL COSTO DEL BIGLIETTO
Ma la perla che la gestione di Dogali Ssd/Srl riserva ai cittadini modenesi riguarda i costi del biglietto per poter usufruire dell’impianto comunale, cifra che dovrebbe in teoria essere calmierata dall’amministrazione comunale che contribuisce con tanta generosità alla gestione.
Negli spazi del nuoto libero che la Dogali Ssd/Srl offre al cittadino modenese che paga le tasse, per buttarsi in acqua bisogna sborsare 7 euro ad ingresso oppure 62 euro per l’abbonamento da 10 ingressi o 150 euro per quello da 30 ingressi, che sono le stesse cifre richieste a chi usufruisce del medesimo servizio nelle piscine comunali della Pergolesi, con la differenza che il Csi che le gestisce deve sborsare 85.000 euro all’anno come canone d’affitto a fronte dei 182.000 euro che invece Dogali Ssd/Srl riceve in forma di contributo annuale di gestione. Che poi il Csi non abbia mai versato nelle casse comunali i canoni annuali pattuiti, potrebbe essere letta come legge della compensazione... Nessuno è fesso direbbero i napoletani.
Ma a Modena qualche 'fesso' sembra esistere. Gli Amici Del Nuoto, che invece sono una Associazione Sportiva Dilettantistica senza scopo di lucro e che non godono di alcun contributo, offrono lo stesso servizio di nuoto libero nella piscina dei Vigili del fuoco a 5 euro durante la settimana e a 7 euro il fine settimana per l’ingresso singolo, a 45 euro anziché 62 euro per l’abbonamento da 10 ingressi, e a 120 anziché 150 euro per quello da 30 ingressi. La piscina della Città dei Ragazzi non prevede l’ingresso singolo e propone gli abbonamenti da 5 ingressi al prezzo 20 euro e quello da 8 ingressi al prezzo di 30 euro.
Può dunque un’amministrazione comunale fare finta di niente quando, dopo aver rinnovato senza bando la gestione di un impianto così grande e importante come le piscine Dogali ad un pool di società ben definito, composto lo ricordiamo da Modena Nuoto, Uisp del presidente Giorgio Baroni (presidente anche della Dogali Ssd), Sea Sub di Luigi Reggiani, Pentathlon di Alessandro Pierpaolo, Bruno Loschi e Aics, si ritrova invece una società in cui fallisce il socio storico e più importante, la Modena Nuoto, e in cui la Uisp rileva le quote degli altri componenti? Le voci di corridoio a tal proposito parlano di cessione di quote da parte di Sea Sub e Bruno Loschi a favore della UISP, consentendo che si trasfiguri completamente la fisionomia del gestore di un bene comunale.
Bene comunale che va ricordato, è un impianto sportivo con una vasca olimpica e che dovrebbe promuovere l’attività sportiva, in questo caso acquatica, ma che in realtà lascia la strada libera ad un ente di promozione politicizzato, interessato a svolgere attività commerciali, quindi con una gestione avente scopo di lucro tale da obbligare in questo modo tutte le società sportive impegnate nel promuovere lo sport a pagare gli spazi acqua ad una Srl che, oltretutto, percepisce già dall’amministrazione un contributo annuale mostruoso.
Ovviamente ci sono le fatture pagate dalle società sportive a testimoniare il tutto.
Da ricordare infine che Uisp era socia del Csi nella gestione della Pergolesi, ma con prontezza abbandonò la gestione in coabitazione prima che uscisse la notizia del mai avvenuto versamento dei canoni d’affitto.
Ovviamente se il Pd perderà le elezioni le piscine comunali saranno così blindate a chiunque vorrà mai portare il buon senso nella loro gestione, se invece dovesse vincerle… Beh, è meglio non andare oltre.
Giuseppe Leonelli




