Una anomalia rilevata da diversi cittadini secondo i quali l'ingresso delle camere ardenti appare come l'accesso di una casa funeraria privata. A sottoscrivere la critica è appunto l'Efi che solleva una questione quantomeno di opportunità.

'Riteniamo che la presenza indiscriminata di pubblicità da parte di alcune agenzie funebri leda l’immagine dell’ospedale stesso, luogo dove le persone si recano per ricevere cure e non per scegliere l’Impresa funebre a cui rivolgersi nel caso le cose vadano male. Ciò comporta, agli occhi del cittadino medio, l’apparenza di una privatizzazione di un servizio pubblico ad opera di una sola impresa. Un ospedale pubblico deve garantire la piena concorrenzialità e non può agevolare in tale maniera la visibilità di un singolo privato a danno della concorrenza. Questo per la ragione che una struttura sanitaria pubblica è punto di riferimento e di fiducia per la cittadinanza, pertanto l’agevolazione di privati, che peraltro offrono servizi di rilievo sociale, costituisce una sleale concorrenza tra imprese, che dovrebbe essere invece garantita e tutelata da un pubblico servizio, quale un ospedale e la relativa camera ardente. Chiediamo che entro 15 giorni dal ricevimento della presente si possa, in accordo con il Comune, decidere di eliminare o semplicemente oscurare la pubblicità sulle bacheche in questione, al fine di ripristinare il dovuto decoro ad un Istituto di cura pubblico'.



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