Opinioni Lettere al Direttore

Ecco perché sarà l'ultimo Capodanno da sindaco per Muzzarelli

Ecco perché sarà l'ultimo Capodanno da sindaco per Muzzarelli

Un Pappalardo frustrato e insolente, in coppia con l'immagine sbiadita del grande Casadei, hanno salutato l'Anno Nuovo


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Caro Direttore,

durante queste Festività, che stanno volgendo al termine, ne abbiamo viste e sentite veramente di tutti i colori. Persino la “Sacra Famiglia” e lo spirito natalizio sono stati arruolati nella propaganda elettorale, ma il fondo l’abbiamo toccato con il Capodanno in Piazza Roma. Un Pappalardo frustrato e insolente, in coppia con l’immagine sbiadita del grande Casadei, hanno salutato l’Anno Nuovo. Non poteva mancare il Sindaco Muzzarelli, in versione anti nebbia o ultras gialloblu, che da nativo di Fanano si sente il più modenese dei modenesi. I suoi concittadini ne saranno contenti.

Una prolungata campagna elettorale ha anche i suoi lati positivi: a tutti i docenti e allievi del Conservatorio, insieme agli auguri, è giunta la notizia che i muri marci e sgretolati del piano terra del “Vecchi Tonelli”, Auditorium “Verti” compreso, saranno finalmente sanati. L’inaugurazione del nuovo ingresso e della sala da concerti restaurata è prevista nel mese d’aprile, a ridosso delle elezioni e con prevedibile presenza del Sindaco. Tutto è bene ciò che finisce bene, titolò Shakespeare, ma questo tempestivo intervento dopo 13 anni d’attesa, sicuramente ci pone qualche domanda sulla cultura, la sua formazione e l’attenzione che ad essa riserva il Comune.

A questo proposito, e recentemente, sono usciti articoli e “lettere al Direttore” illuminanti.

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“L’offerta culturale? Un disastro. Zoppica anche il turismo: pochi pernottamenti” titola un quotidiano nazionale nella sua indagine su Modena e la qualità della vita. In altre due lettere, indirizzate ad un diverso quotidiano, un cittadino scrive: “Le Città vicine, come Reggio ad esempio, hanno saputo fare una programmazione culturale (compresi gli spettacoli, i concerti e via dicendo) immensamente più ricca e appetibile per i cittadini di tutte le età. […] Trovo una certa ripetitività nelle iniziative e nei soggetti coinvolti per organizzarle. Forse è per questo che non riusciamo ad organizzare nulla di nuovo?”. Un altro si domanda se per visitare una mostra che non sia un brodo diluito come “Mutina Splendidissima” deve continuare ad andare a Mantova o in altre città.

Il problema di questa stagnazione culturale è nelle parole di Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi: «Serve uno sforzo culturale: andiamo oltre a tortellini, aceto, Pavarotti e motori!» Sì, dobbiamo andare oltre, perché Modena è di più, molto di più.

E considerato che il Sindaco indossa anche un copricapo indiano di un improbabile rosso Ferrari, pur d’essere il più modenese dei modenesi e strappare qualche voto, gli ricordo un paio di proverbi dei nativi americani: “Se il Grande Spirito avesse voluto che noi vivessimo sempre nello stesso posto, avrebbe lasciato fermo il mondo” (Navajo) e “Le debolezze del nemico sono la nostra forza” (Cherokee).

Massimo Carpegna

 

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