In sintesi la linea condivisa prevede di depotenziare, se non svilire, la delibera della Corte dei Conti dicendo che 'non è vincolante', 'che si attendono pareri di altre Corti dei Conti regionali' e che - come affermato da Valentini testualmente durante l'incontro - nel merito non si è per nulla d'accordo. Per non parlare delle chat private di area Pd, nelle quali si parla esplicitamente di una 'delibera politica'.
L'obiettivo dell'asse sindaci-vertici di Aimag è chiaro: procedere nonostante tutto, magari aggiustando un po' il tiro, ma senza intaccare l'impianto complessivo dell'accordo con Hera.
Una strategia del muro contro muro rischiosissima, non tanto per Ruggiero e Valentini, quanto per i Consiglieri comunali che saranno chiamati a votare il piano 'rivisto' alla bene e meglio.
Nel braccio di ferro tra potere politico (quello dei sindaci) e potere giudiziario (Corte dei Conti) a finire schiacciati potrebbero essere infatti proprio i Consiglieri comunali.
Infatti, tecnicamente, ora il piano dovrà essere rivisto accogliendo i rilievi della Corte, ma è evidente che non potranno essere recepiti tutti: va bene (forse) accettare di non lasciare a Hera il presidente del cda, va bene (forse) il siglare un patto di sindacato che preservi davvero il controllo pubblico, ma il macigno posto dalla Corte dei Conti relativo al non aver cercato altre strade che non conducessero ad Hera, resta insormontabile.
Quindi - pur essendo non vincolante il parere - i Consiglieri si troverebbero nella delicatissima situazione di dover approvare un piano su cui pesa un 'no' deciso e inequivocabile. Ovvio che in caso di ricorsi sarebbero proprio i Consiglieri ad essere chiamati in causa, anche in termini personali, e le assicurazioni private (che non tutti hanno) potrebbero non bastare come paracadute.
Eli Gold

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