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Baby gang a Modena, pugno duro o progetti Caleidos? Doppia ipocrisia

Baby gang a Modena, pugno duro o progetti Caleidos? Doppia ipocrisia

Non tentare di mettere in discussione l'idea di socialità che il Sistema Emilia, ricco e disperato, ha instaurato è da struzzi. Per non dire peggio


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Da una parte il centrosinistra e la giunta Pd che fanno di tutto per sminuire il problema e derubricarlo a intemperanze di ragazzi, dall'altro il centrodestra e l'opposizione che vedono come unico orizzonte possibile la repressione, il carcere minorile e l'etichettare i minorenni che commettono reati come delinquenti adulti a tutti gli effetti. I cinque arresti di ieri, componenti della banda di adolescenti che ha scorrazzato per Modena nei mesi scorsi picchiando, minacciando e rapinando coetanei, accendono i riflettori sulla gravità del fenomeno. Una realtà che accomuna Modena a tante altre città italiane. Una realtà complessa che, come tale, necessità di risposte articolate.

Ma di articolato nel dibattito politico scaturito all'ombra della Ghirlandina vi è solo la retorica della negazione da parte della amministrazione per la quale va sempre tutto bene madama la marchesa e la retorica di segno opposto della minoranza che sbandiera soluzioni facili facili: manette, pugno duro e poliziotti ogni angolo di strada.
Per l'ex sindaco di Modena Muzzarelli le baby gang non esistevano (le definì gruppi di smandruppati), stesso dicasi per l'attuale assessore alla sicurezza ed ex prefetto Camporota per la quale il termine baby gang è impossibile da pronunciare in Consiglio, un po' come 'ho sbagliato' per Fonzie.
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L'attuale sindaco Mezzetti invece non aveva trovato soluzione migliore che prendersela coi genitori preoccupati in assemblea, gridando loro di trovare soluzioni e non solo evidenziare problemi. Per il Pd in genere infine occorre puntare sulla educazione e sulla formazione, ma poi tutto si riduce nella concretezza ai famosi progetti 'educativa di strada' assegnati, guarda caso, a una cooperativa vicina al sistema Pd: Caleidos.
D'altra parte il centrodestra chiede solo più agenti e più controlli e se non chiede di inviare l'esercito poco ci manca.

E' evidente, foss'anche solo per una questione logistica e di risorse, che non si può militarizzare una città per evitare risse, rapine e pestaggi tra ragazzi. Ed è evidente altrettanto che, da sola, l'educativa di strada affidata a Caleidos ha la stessa funzione di una tisana allo zenzero come risposta a una peritonite.
Occorre avere il coraggio di pensare in termini complessivi. Occorre pensare a che tipo di offerta culturale, musicale, sportiva, anche di bellezza estetica offre la città ai giovani. Quale orizzonte di senso è in grado di offrire a famiglie e adolescenti.
Occorre una progettualità che metta in discussione i rituali consolidati degli eventi affidati ai soliti noti e immagini di alzare lo sguardo al di là del foglio contabile e dei finanziamenti a pioggia tanto utili in termini elettorali.
Certo forse non basterebbe, sicuramente anche la repressione è utile nei casi più gravi, ma nemmeno tentare di mettere in discussione l'idea di socialità fatta di amici e sodali che il Sistema Emilia, ricco e disperato, ha instaurato è da struzzi. Per non dire peggio.
Giuseppe Leonelli
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