'Come intendono intervenire Seta e Amo affinché non si ripetano i recenti episodi di sovraffollamento sui mezzi pubblici e i disagi provocati a troppi studenti all'avvio dell'anno scolastico?' - chiede Tomei
Una domanda che se fosse stata posta prima del verificarsi puntuale dei disagi, forse avrebbe potuto ricevere una risposta utile a prevenirli, quei disagi. Ma così non è stato. Perché anche quest'anno, nonostante si sapesse che quelle stesse problematiche si sarebbero verificate, anche sulla base delle previsioni e dei dati della stessa Provincia che dicevano che soprattutto per alcuni plessi scolastici, gli studenti negli istituti superiori sarebbero aumentati, quel tavolo con Seta per chiedere e verificare che ci si muovesse di conseguenza anche sotto il profilo del trasporto pubblico, non c'è stato, ma ci sarà. Quando certamente l'emergenza sarà finita. Un po perché Seta, sulla scia delle proteste, qualche bus straordinario per supplire ai picchi delle uscite anticipate del primo periodo lo avrà inserito, un po' perché ragazzi e famiglie si saranno già organizzate di conseguenza. Perchè la provincia, come Seta, se ne è sono accorti solo quando i problemi si erano puntualmente e nuovamente verificati, convocando un tavolo chiarificatore ad emergenza già passata
'Nel corso dell'incontro - fa sapere la provincia riportando le frasi della lettera del Presidente Tomei ai vertici Seta ed AMO - saranno verificate le cause dei problemi emersi, ma soprattutto si discuterà le soluzioni in ordine al disagio dovuto al sovraffollamento dei mezzi, al decoro e la fruibilità delle stazioni, alla sicurezza degli utenti'.
Per Tomei, infatti, serve 'la massima attenzione affinché la categoria che maggiormente utilizza il trasporto pubblico, gli studenti, possa godere non solo della indispensabile puntualità del servizio, ma anche di poter effettuare viaggi confortevoli e sicuri» e i disagi che si sono verificati nei giorni scorsi, segnalati dai sindaci, cittadini e sulla stampa locale «accelerano un processo di
Il trasporto pubblico locale, conclude la lettera, «è strategico per garantire una diversa concezione della mobilità in una provincia in cui il traffico veicolare privato, causa picchi di inquinamento e il conseguente intasamento di numerose strade, causando danni alla salute e facendo sommare ritardi che portano tutto il sistema a scarsa efficienza».

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