Una bocciatura su tutta la linea e da parte di tutti: degli utenti che non possono più scendere dall’auto, magari avendo qualche bagaglio a mano, davanti all’ingresso, specie nei giorni di pioggia, né famigliari o tassisti che hanno a bordo anziani o invalidi, perchè è stata abolita la corsia circolare attorno all’aiuola esistente nel piazzale. Dei tassisti, che devono attendere i clienti lontano dalla uscita e per questo poco ‘visibili’, ora sfrattati dalla precedente collocazione e collocati sulla strada laterale o su viale Dallai, in ogni caso lontano dalla uscita stessa. E immaginiamo la insoddisfazione dei gestori della edicola, della tabaccheria e dei bar adiacenti all’uscita perché i loro abituali clienti non possono più accedervi in auto e debbono cercare un posto per parcheggiare (che non c’è più) per i divieti di sosta installati nelle immediate vicinanze. Ma, soprattutto degli studenti, dei pendolari, degli invalidi lasciati a terra da chi un tempo li accompagnava invece in auto sino alla entrata e così per loro ritorno.
Senza considerare l’aspetto estetico, assolutamente negativo, con una inutile lastra di cemento desolatamente ricoperta da foglie secche, non praticabile e non utile a nessuno e una fila di orribili paletti in ferro di colore ruggine che danno un aspetto di trasandatezza al piazzale, senza piante, se non minuscoli arbusti che col tempo cresceranno di qualche centimetro.
Una bocciatura senza appello da parte di tutti, dunque, perché si è capito che la maldestra ristrutturazione va soprattutto a danno e a scapito dei cittadini e degli utenti del servizio pubblico ferroviario: una ristrutturazione che nelle intenzioni doveva abbellire e togliere dal degrado un angolo di città ed essere di maggiore utilità ai viaggiatori ed arrivo e in partenza che invece risulta penalizzante per loro.
Un modo come un altro per spendere male i soldi pubblici, penalizzando per di più gli utenti con valigia in mano e magari sotto la pioggia che debbono percorrere decine di metri allo scoperto, dal punto dove sono stati costretti a scendere dall’auto del famigliare o dal tassista, per raggiungere l’entrata della stazione.
Senza considerare che la sosta delle auto dei tassisti proprio di fronte alla entrata e il passaggio delle auto attorno alla precedente aiuola, hanno sempre rappresentato un sicuro deterrente per agguati e tentativi di aggressione a scopo di rapina da parte dei tanti malintenzionati che sostano di continuo fuori e dentro la stazione.
Cesare Pradella


.jpg)
