Invece di ascoltare (come dovrebbe fare un pubblico amministratore) la voce sempre più arrabbiata dei cittadini di tutti i quartieri della città, compresi quelli del centro storico, l’opinione dei partiti di minoranza e le voci critiche provenienti anche da sinistra, l’ineffabile assessore Filippi cerca di sfuggire alla realtà, di sviare l’attenzione dei cittadini, di nascondere la polvere sotto il tappeto, parlando con un linguaggio in ‘politichese’, di “sfide, di nuovi accorgimenti, di sostegno all’operato di Hera (quello contestato dalla città!)”, con evanescenti annunci di “iniziative informative, di banchetti di Hera sulle strade per avvicinare i cittadini”, di un non meglio precisato “intervento delle Guardie ecologiche volontarie per aiutare i residenti nella raccolta differenziata”.
Insomma il solito bla-bla dei nostri amministratori quando non sanno più cosa dire e cosa fare per arrestare la montante protesta di tutta la città come in questo caso. Perchè, oltre ai partiti di minoranza Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, che hanno chiesto a Comune ed Hera di fermarsi prima di estendere il nuovo metodo di raccolta, di valutare gli errori commessi, di ascoltare una volta tanto la voce dei cittadini, sono insorte anche formazioni politiche di sinistra come Rifondazione comunista, il Movimento politico Modena Volta Pagina, i Cinque Stelle (che hanno accusato sindaco e assessori di essere “assenti e disinteressati alla protesta e alle richieste della gente”), anche Alberto Bosi di Alternativa Popolare che ha parlato di “una discarica a cielo aperto a Modena e del totale fallimento dell’esperimento, presentato invece come perfetto”, giungendo persino a chiedere le dimissioni dell’assessore Filippi perché “non dà ascolto alle lamentele dei cittadini” e alla giunta di una riduzione della Tari per imprese e famiglie e pure del capogruppo del Pd in consiglio comunale Carpentieri che ha parlato di “decoro della città a rischio” con la proposta di potenziare la figura dello “spazzino di quartiere”.
Insomma, altro che “successo” della operazione, come dice la Filippi, ma riconoscere gli errori commessi e ripensare la nuova disciplina della raccolta perché, come è stato detto da tutti, “la misura è colma e serve rivedere in toto il meccanismo con un impegno migliore e maggiore da parte di Hera, ma anche un atteggiamento diverso da parte della giunta comunale e del
Cesare Pradella

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