Così, dopo la sicurezza è toccato al tema dei rifiuti. Da intransigenti fautori del porta a porta totale, fossanche finestra a finestra, cuccia del cane a cuccia del cane, gli amministratori Dem hanno pensato bene di annunciare la 'fase 2'. Tradotto: tornano i cassetti dei rifiuti qua e là e si aumentano i passaggi di raccolta da parte di Hera. Come chiedevano le opposizioni.
Ma non basta. Non c'è due senza tre e alla fine il Partito Democratico si è esibito nella più spettacolare delle piroette. Roba da far impallidire Roberto Bolle. La Bretella Campogalliano-Sassuolo da punto fermo della pianficazione infrastrutturale provinciale è divenuta 'un'opera che non fa gli interessi di Modena' per citare sempre il pasdaran Dem Carpentieri. Una frase che ha scosso perfino il presidente Emilio Sabattini (che guida la società chiamata a realizzare la Bretella) noto dalle Alpi alle Piramidi per il suo aplomb inglese.
Insomma il quadro appare chiaro. Il Pd a pochi mesi dalle elezioni 2024, ancora in bilico sulla scelta del nome da candidare per raccogliere la successione di Muzzarelli (Bortolamasi resta in pole, ma Bosi spinge cercando accordi da fantadalema con la Maletti), scopre di nutrire un sentimento nuovo, inaspettato nella Modena monocolore da 80 anni: la paura di perdere.
Ha paura di perdere il Pd e la paura, come noto, toglie lucidità. Fa far cose strane. Di qui tutte queste incredibili giravolte nel disperato tentativo di ingraziarsi l'elettorato (sui rifiuti), di scaricare sul Governo le proprie ataviche responsabilità (sulle baby gang e sui minori stranieri non accompagnati) e di cercare una indispensabile alleanza coi 5 Stelle, primi fautori del No alla Bretella.
Non sa il Pd che la paura di perdere le elezioni è uguale e contraria a quella che ha il centrodestra di vincerle, le elezioni. Meglio mantenere il segreto. Da entrambe le parti.
Giuseppe Leonelli

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