Piergiulio Giacobazzi ha mollato Forza Italia. Per lui è sempre stata un amore ma anche un limite. Finito l'amore finisce anche il limite: perché nella rossa Modena, se ci si sposta nella parte giusta della mezzeria, i limiti politici finiscono subito. Nel suo futuro politico pare esserci Italia Viva: lo stesso Matteo Renzi ne ha annunciato la venuta in un video. Sarà in buona compagnia, molti modenesi stanno facendo lo stesso passaggio. Ma Giovanni Gidari e Bruno Rinaldi non sorprendono più di tanto: vengono da diversi salti politici. Giacobazzi invece è sempre stato in Forza Italia: ha iniziato la gavetta a 14 anni, giungendo in 32 anni di militanza a ricoprire gli incarichi di componente della segreteria regionale e del consiglio nazionale, capogruppo in consiglio comunale a Modena e in consiglio provinciale.
Molte soddisfazioni ma anche molte delusioni. Nel luglio 2014 Massimo Palmizio lo nominò responsabile provinciale per cercare di mettere pace fra l'area di Gianpiero Samorì e quella di Enrico Aimi. Nel 2018 restò fuori dalle liste parlamentari all'ultimo momento. Nel 2022 sembrava potesse essere capolista alla Camera, ma dovette lasciare il posto a Valentino Valentini.
Nel 2024 aspirava alla candidatura a sindaco di Modena.
Il centrodestra però scelse Luca Negrini e lui si dimise da coordinatore provinciale.Dimissioni respinte da Antonio Tajani, ma qualcosa s'era rotto. Pochi mesi dopo si candidò alle regionali, rompendo l'equilibrio con Antonio Platis: che però lo umiliò nelle preferenze. Per poi batterlo anche a un congresso regionale dal quale lui, Gidari e Rinaldi non si sono più ripresi.
Da lì avrà cercato altre possibilità. Anche perché Enrico Aimi tornerà alla politica una volta concluso il mandato al CSM. Si è così creato la prospettiva Renzi, con un'associazione già pronta: Pluralia, che già il 10 giugno organizzava un incontro con Massimo Mezzetti.
Alla politica ha sacrificato tutto. Le sue dichiarazioni sul sito del Comune mostrano redditi sui 10’000 euro, saliti nel 2024 grazie all’incarico da 8’000 euro annui nella Fondazione Ecosister - nominato dal ministro Anna Maria Bernini. E altri 8 mila vengono dai gettoni del Comune. Non è una questione economica, ovviamente, con 48 mila euro di redditi fondiari: è lavorare così tanto per un partito che poi non ti fa mai fare il vero salto di qualità: quello verso il Parlamento o almeno la Regione.
Forza Italia si ritrova così senza il proprio unico rappresentante eletto a Modena e in consiglio provinciale. Tutto ciò è ampiamente legittimo e costituzionale, ma politicamente scorretto.
Magath


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