Sto dalla parte di chi pensa che la regole vadano rispettate. E sto dalla parte di chi pensa che occupare uno stabile qualunque non possa essere tollerato.
Lo dico sapendo benissimo il valore simbolico di questo gesto, conoscendo le storture urbanistiche ed economiche che gravano sulla nostra città ed essendo convinta che a Modena serva un cambio di passo.
Penso che occupare, ed occupare un cinema, non rappresenti in alcun modo una risposta. Non significa essere 'contro'. E non credo nessuno si senta particolarmente coinvolto o sensibilizzato da azioni del genere. Anzi. Quello che vedo è un “teatrino” (senza volere davvero essere offensiva nei riguardi di nessuno), che si ripete uguale da almeno quaranta anni e che vede spesso contrapposti i 'duri e puri' della sinistra con il 'sistema' che nel nostro territorio ha strumentalizzato quelle idee e con i cattivi che manganellano (le forze dell’ordine). Un copione che si ripete identico da anni.
Queste occupazioni sono funzionali al Sistema è un modo per incanalare comunque il dissenso nell'alveo del 'tollerato'.
La legalità non è né di destra né di sinistra, è un presupposto.
Non si occupano gli spazi non propri e le giustificazioni di una fetta “radical chic” che da sempre anima il dibattito in città mi fanno sorridere.
Riversare sui giovani del Guernica le speranze giovanili calpestate è ipocrita. Non solo, anche i ragazzi stessi che occupano - forse senza accorgersene - si lasciano strumentalizzare. Da chi fintamente li critica (il Pd), da chi gioca la parte del duro (la Questura) e da chi li sostiene (le forze alla sinistra del Pd). Occupare un cinema non serve a nessuno.
Gli spazi per la cultura si chiedono a chi governa la cosa pubblica e ci si mette in fila come tutti, oppure si protesta platealmente, che so... Occupando il Municipio o piazza Grande... Perchè con queste azioni fuori dalla legalità si rischia di passare davanti solamente ai più deboli e agli ultimi, lasciando ai primi il loro trono sorridente.
Cinzia Franchini

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