Elementi di “forzatura” nella nomina dei due nuovi capigruppo a Camera e Senato, Braga e Boccia, sono stati rilevati anche da Lorenzo Guerini, ministro della Difesa per il Pd nel governo Draghi, da Simona Malpezzi, capogruppo dei senatori, fatta fuori da Boccia, dal senatore reggiano Graziano Delrio che ha detto di “avere saputo dai giornali quali capigruppo avremmo dovuto votare, senza quindi rispetto alcuno per la minoranza interna, quella rappresentata da Bonaccini. Temo dunque - ha aggiunto – la nascita di un partito personale, come si era detto di evitare dopo l’esperienza renziana”. Analogo disagio è stato manifestato da Cottarelli, eletto deputato alle politiche di settembre (pur non essendo iscritto al Pd) che si è detto pure lui “frastornato” dall’esito del congresso. Infine l’eurodeputata Elisabetta Gualmini che ha anticipato tutti dicendo che si presenterà candidata nel 2005 alla presidenza della Regione Emilia al posto di Bonaccini. Aggiungendo polemicamente “che il Pd non dovrà essere un partito estremista, dei soli diritti e solo antifascista, perché in Emilia c’è un’area riformista e moderata ben presente nel Pd che ha votato Bonaccini”.
Se questa è la situazione di divisioni interne che permangono tra massimalisti e riformisti, risultano ipocriti e destinati appositamente per fotografi e telecamere, i plateali abbracci e baci tra la Schlein e Bonaccini, nel rispetto della coreografia e della liturgia classica della sinistra ex Pci, dura a morire anche di fronte alla realtà dei fatti e al mutamento delle situazioni.
E i fatti sono che con la Elly si torna alla retorica dell’uomo (in questo caso donna) solo al comando, come fu per Renzi, del segretario che tutto fa e tutto decide (come dimostrato dalla sua scelta dei due capigruppo e
E che il giorno prima della cena alla Polisportiva San Faustino, quando Schlein e Bonaccini si sono abbracciati promettendo che non ci saranno più litigi nel Pd, Bonaccini era appena tornato da un viaggio in America, organizzato dalla Regione (ma di questo non ne ha fatto cenno) insieme ad una delegazione di industriali, con visita alla Nasa di Houston in Texas per avviare collaborazioni col polo americano dell’industria aerospaziale. Dunque una missione con industriali privati e per giunta in America proprio nei giorni in cui la nuova segretaria attaccava su tutti i fronti il governo Meloni ponendosi su posizioni di estrema sinistra, mentre al contrario Bonaccini proseguiva nella sua già collaudata politica pragmatista e riformista. Dunque due pensieri, due visioni politiche opposte che li caratterizzano e li dividono.
Ma che la Schlein al momento non abbia dato nessuna scossa all’elettorato lo conferma l’esito delle regionali in Friuli Venezia Giulia dell’altro giorno col clamoroso successo del presidente uscente Fedriga che, con la sua lista di centro destra, ha ottenuto il 65 per cento dei voti.
Cesare Pradella

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