Ora la strategia dell'asse Altini-Mezzetti-Fabi sul caso-Policlinico è continuare a parlarne senza parlarne più. Con la spalla del Partito Democratico provinciale guidato dall'alleato di Mezzetti, Massimo Paradisi, il sindaco di Modena apre una serie di incontri sul territorio sulla riorganizzazione della sanità, ma senza mai citare il nocciolo della questione: cosa sarà del Policlinico di Modena?
Parlarne senza parlarne, nelle locandine, così come nei comunicati ufficiali la parola 'Policlinico' è tabù, un po' come 'ho sbagliato' per il Fonzie degli indimenticati giorni felici.
Una strategia del silenzio urlato che forse può portare qualche risultato nell'immediato, ma che alla lunga non può reggere. I nodi chiave infatti non possono non venire allo scoperto.
Si vuole o non si vuole ridurre l'ospedale della città a nosocomio per la bassa e media complessità? Si vuole o non si vuole costruire alloggi al posto degli ambulatori svuotati? Si pensa davvero che la Regione possa investire solo sulla città di Modena circa 900 milioni di euro (550 milioni sul futuribile ospedale di Baggiovara e 350 milioni sulla ristrutturazione del Policlinico).
Domande che, per quanto si possa essere bravi nel giocare con le parole e nell'antica arte della politica, hanno una risposta netta.
O sì o no.Per ora Mezzetti, accettando il piano del Dg Mattia Altini, braccio destro del presidente della Regione Michele De Pascale, ha risposto sì. Sì al declassamento, sì agli alloggi e sì ai 900 milioni.
Ma il fronte del 'no' per quanto battuto nella prima battaglia (il Pd di Diego Lenzini è vero è rimasto inizialmente tramortito in Consiglio comunale sotto la sorveglianza del consigliere regionale mezzettina di ferro Ludovica Ferrari), si sta ricompattando.
Gian Carlo Muzzarelli è rimasto granitico sul fronte contrario e - nonostante il convegno blindato di Palagano, con tanto di Parmigiano Reggiano donato a conclusione della due giorni - il suo veto non si è modificato di un centimetro.
Ora anche il Pd della città del segretario cittadino Lenzini si sta riallineando sulle posizioni critiche. I modi certo non sono quelli irruenti dell'ex sindaco Muzzarelli, ma Lenzini col mantra de 'il cuore del Policlinico deve restare in via del Pozzo', continua goccia dopo goccia a scavare sotto le fondamenta della casa architettata da Mezzetti.
Del resto la consapevolezza della posta in palio non sfugge a nessuno: depotenziare il Policlinico non sarebbe compreso dai modenesi e - anche in termini elettorali - proseguire su questa strada potrebbe avere un effetto valanga non gestibile.
Insomma si tratta di una partita che si gioca sul lungo periodo e la sfida, dopo l'istrionica vittoria di Mezzetti in apertura, è appena iniziata.
Giuseppe Leonelli
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