Il sindaco di Modena ha cavalcato il progetto del Dg Ausl Mattia Altini e del presidente della Regione De Pascale (saldando un asse di ferro con Bologna) sullo svuotamento del Policlinico della città per liberarsi del fardello del Pd e della sua nemesi Muzzarelli. Una mossa azzardata, ma riuscita. Almeno per ora. Mezzetti ha mostrato i muscoli e ha messo tutti zitti. A partire da Diego Lenzini, terrorizzato dall'idea di essere il primo segretario cittadino del Pd a sfiduciare il proprio sindaco.
Bene, si fa per dire. Ma finita la sbornia di cotanto successo, sul campo di battaglia restano macerie che - difficilmente - l'incontro semi-segreto di oggi (semi solo perchè La Pressa lo ha svelato in anticipo) potrà coprire.
Macerie politiche, perchè se è vero che Lenzini ha abbandonato il suo 'padre politico' Muzzarelli, è altrettanto vero che la sua fedeltà a Mezzetti è tutt'altro che granitica.
Macerie istituzionali, perchè il convegno blindato di Palagano - targato Ctss - ha mostrato tutta l'ipocrisia di un racconto legato alla trasparenza della 'cosa pubblica' e della condivisione.
Macerie sociali, perchè i cittadini - nonostante le giravolte e le smentite - hanno capito benissimo il piano annunciato dal sindaco nella famosa intervista, dopo le anticipazioni de La Pressa: svuotare il Policlinico per traslocare tutto a Baggiovara e arrivare nel medio-lungo periodo alla chiusura dell'ospedale della città.
Ora, è vero che i modenesi sono conservatori, è vero che il centrodestra (Rossini e Negrini di Fdi e Platis di Forza Italia a parte) ha mostrato un atteggiamento incredibilmente accondiscendente, ma è anche vero che sulla sanità un moto di orgoglio potrebbe sorgere dalle paludi del conformismo locale. Quello stesso moto che ha portato il centrosinistra a perdere le elezioni, proprio sul tema ospedale, a Vignola e Mirandola.
Ecco allora che la prova del nove sulla effettiva consistenza della vittoria di Mezzetti si materializzerà al momento del voto alle Comunali nel 2029. Mezzetti pensa a una lista civica autonoma, aperta finanche alla destra di Sola o dell'ex Fi Giacobazzi, per costringere il Pd a piegarsi completamente al suo volere, ma forse non considera che - al di là del Pd - esiste una città che al proprio ospedale è affezionata (per usare un eufemismo) e che dei giochi di palazzo, se ne frega.
E in attesa del giudizio degli elettori, nui chiniam la fronte al Massimo Fattor.
Giuseppe Leonelli
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