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Scandalo Fondazione di Modena, il sussulto d'orgoglio del sindaco Mezzetti è durato un mese e mezzo

Scandalo Fondazione di Modena, il sussulto d'orgoglio del sindaco Mezzetti è durato un mese e mezzo

Peccato. Un po' ci avevamo creduto. Ma non importa, La Pressa continuerà a mantenere accesi i riflettori su questo scandalo


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E' durato un mese e mezzo il sussulto d'orgoglio del sindaco di Modena e della sua giunta sullo scandalo che ha investito la Fondazione di Modena. Davanti a oltre un milione di euro spariti (questo il dato fornito oggi dalla Fondazione stessa dopo che l'avvocato del dipendente accusato, aveva parlato di cifre superiori), davanti a 807 bonifici in uscita nell'arco di sei anni, davanti alla completa autoassoluzione dei vertici dell'ente da qualsiasi responsabilità in termini di ipotetici mancati controlli, davanti a un dipendente su cui è stata scaricata ogni colpa e che era responsabile d'area nello staff del direttore generale Benedetti, il sindaco Massimo Mezzetti ha dichiarato che 'le comunicazioni di oggi sono sicuramente un'indice di serietà di un ente che si occupa di erogare a istituzioni e a realtà associative, piccole e grandi, risorse fondamentali' confermando 'al presidente Tiezzi la stima che in questi mesi non gli ho mai fatto venire meno'.
 

Parole inviate alle redazioni pochi minuti prima di quelle speculari del presidente della Provincia Fabio Braglia, per il quale occorre 'ringraziare il presidente Matteo Tiezzi, il Consiglio di amministrazione, il Consiglio di indirizzo e tutto il personale della Fondazione di Modena per la professionalità e la serietà dimostrate nel reagire a un momento di criticità'.
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Lo stesso Braglia che due giorni fa si era scagliato con virulenza contro l'assessore Zanca accusandolo di dire fesserie in tv.
Insomma tutti bravissimi, meglio di così non si poteva fare. Anzi, pare si sia ormai ad un passo dal proporre una medaglia al merito.
 

Peccato. Peccato perchè il sindaco Mezzetti si era speso coraggiosamente un mese e mezzo fa, davanti a tutti i giornalisti modenesi. Aveva usato parole chiarissime: aveva messo in parallelo lo scandalo Fondazione con lo scandalo Amo (paragone che oggi ha clamorosamente negato) e aveva parlato di 'assordante silenzio'. Non solo, il suo assessore di riferimento, Paolo Zanca, aveva usato parole forti in tv, lasciando intendere che se il Comune avesse avuto gli strumenti avrebbe agito in qualche modo sul Cdi della Fondazione e il partito dell'assessore stesso, Azione, aveva chiesto apertamente le dimissioni dei vertici.
Peccato. Peccato perchè l'invito alla stampa lanciato dal sindaco, noi lo avevamo preso sul serio. Per settimane abbiamo acceso i riflettori sullo scandalo sapendo che così facendo rispondevamo a un preciso invito istituzionale, oltre che alla nostra deontologia.
Peccato.
Peccato perchè ovviamente le eventuali responsabilità le stabilisce la magistratura e il garantismo è d'obbligo (anche verso il dipendente presunto colpevole), ma una questione di opportunità rispetto alla permanenza degli attuali vertici alla guida dell'ente appare quantomeno fondata.
Peccato. Peccato perchè davanti a un sussulto d'orgoglio vero, magari sconveniente (ricordiamo che la Fondazione di Modena tra le tante erogazioni a pioggia, elargisce circa 3 milioni di euro al Comune di Modena ogni anno), non si può che applaudire, illudersi e credere per l'ennesima volta in una umanità che va oltre poltrone e incarichi. Così, quando invece si assiste a tre passi indietro e alla negazione totale di quell'atto di libertà... Beh, l'applauso muore nelle mani.
Peccato. Un po' ci avevamo creduto.
Ma non importa, La Pressa continuerà a mantenere accesi i riflettori su questo scandalo. Uno scandalo che tocca da vicino tutti i modenesi.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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