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Scandalo Fondazione di Modena, gli affondi dell'assessore Zanca contro Matteo Tiezzi e Fabio Braglia

Scandalo Fondazione di Modena, gli affondi dell'assessore Zanca contro Matteo Tiezzi e Fabio Braglia

Come hanno reagito i diretti interessati a questi richiami? Per ora vige la regola del tacere, tacere, tacere


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Da una parte il richiamo sui soldi spesi a Palagano che potevano essere usati diversamente, dall'altro il manifesto rammarico per non avere gli strumenti per chiedere le dimissioni dei vertici della Fondazione di Modena. Le parole pronunciate a Tvqui dall'assessore del Comune di Modena Paolo Zanca sullo scandalo Fondazione di Modena, hanno due bersagli precisi: da una parte il presidente in carica Matteo Tiezzi, da sempre vicino all'ex sindaco Giancarlo Muzzarelli, e il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia, nonchè sindaco di Palagano, anch'egli uomo della corrente dell'attuale consigliere regionale Pd.
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Zanca - pur coi modi da navigato e astuto politico - in fondo non ha fatto altro che inserire una didascalia con nomi e cognomi alle parole dirompenti pronunciate a dicembre dal sindaco Massimo Mezzetti. Davanti allo scandalo dell'ammanco da circa 2 milioni di euro, il sindaco di Modena aveva infatti parlato di 'assordante silenzio' e aveva invitato i giornalisti ad accendere i riflettori. L'assessore alle partecipate ha fatto un passaggio in più e ha indicato su chi puntare in modo preciso l'occhio di bue: sui vertici della Fondazione di Modena e sul mondo variopinto che ad esso fa riferimento, a partire da chi oggi guida
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la Provincia di Modena.
Del resto ricordiamo che il partito di Paolo Zanca, Azione, è stato l'unico tra quelli di maggioranza a chiedere le dimissioni dei vertici della Fondazione di Modena attraverso le parole del segretario provinciale Stefania Cargioli.
Come hanno reagito i diretti interessati a questi richiami? Per ora vige la regola del tacere, tacere, tacere. Tiezzi tace (o quando parla dice di fatto di non poter parlare perchè deve render conto al proprio Cda e al proprio Cdi), dalla Provincia di Modena non è giunta una sola parola, come il più totale silenzio avvolge gli altri enti pubblici o semi-pubblici che nominano i componenti del Cdi, a partire dai Comuni di Sassuolo, Sassuolo, Pavullo, Castelfranco, Unimore e Diocesi (Diocesi che da sola in tre anni ha intercettato 2 milioni di erogazioni).
Giuseppe Leonelli
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