Prima di tutto non capisco come ancora nel 2026 si debba fare una ghettizzazione fra 'noi e loro' con tifoserie ospiti che numerose vengono a visitare la nostra bellissima città, apprezzando i luoghi, prodotti e le specialità della nostra terra scoprendo quanto sia bella e affascinante Modena. L'indotto generato da tutti questi visitatori non può essere messo in disparte ma va anzi aiutato a crescere nei numeri e nell'accoglienza.
Fatta questa doverosa premessa che nel 2026 ancora non si riesca a vedere una partita di calcio insieme a tifosi di altre città in modo sereno e pacifico invocando la ghettizzazione di queste persone in uno specifico settore dello stadio è un imbarazzante segno di immaturità e inciviltà.Con il Palermo sabato ho sentito le urla belluine e gli insulti razzisti di svariati trogloditi che dalla gradinata hanno cercato in ogni modo di provocare famigliole emigrate in Emilia e ora modenesi di seconda generazione che pacificamente stavano guardando la partita la cui unica colpa era quella di indossare la maglia e i colori della squadra avversaria.
Purtroppo al Braglia questa inciviltà la fa da padrone e spiace constatare che l'ignoranza prenda il palcoscenico durante questi eventi sportivi confermando la deriva di questa città che sta progressivamente perdendo quel senso civico che aveva visto Modena primeggiare in Italia fino agli anni 90. Bene fa il Presidente Rivetti a portare avanti il suo credo dove il rispetto per l'avversario viene prima di tutto. Impariamo tutti a comportarci in modo educato e razionale, facendo un passo in avanti tutti comportandoci responsabilmente.Cordiali SalutiAlessandro Malagoli - Modena



