La decisione di sostituire i vecchi cassonetti con altri più tecnologici (anche se non se ne sentiva la necessità, bastava metterne dei nuovi) è certamente lodevole ma si è approfittato subdolamente di questa occasione per penalizzare i cittadini imponendo dei cassonetti dall’apertura molto più piccola.
L’apertura del cassonetto per la carta è 4 volte più piccola rispetto al precedente. Non è affare da poco perché ciò comporta un disagio ben più elevato di quello che sembra. Se prima si gettavano dei cartoni anche grandi, senza che ciò limitasse i conferimenti visto il volume a disposizione all’interno del cassonetto (lo sminuzzamento l’avrebbe fatto poi senza problemi e in tutta sicurezza il camion raccoglitore, dotato com’è di potenti frantumatrici) ora il cittadino sarà costretto ad armarsi di un cutter ben affilato per riuscire a tagliuzzarlo!
È tutt’altro che affare di poco conto perché si rischierà di farsi davvero molto male: tagliare a pezzetti un grande cartone duro da imballaggio con un cutter è operazione parecchio rischiosa.
Guardiamo ora l’apertura del cassonetto della plastica: ridotta di 8 volte. Ben che vada occorrerà fare più sacchetti. Perché poi? Il perché lo si intuisce: c’è in vista una regolamentazione (traduco: far pagare al cittadino) anche per i conferimenti che non sono stati mai oggetto di problema, e sarà così.
Infine, l’indifferenziata, che già era oggetto di pagamento dal punto di vista del conferimento: qui l’apertura è stata ridotta del 30 per cento. Questione di downsizing! Che cos’è? Questa parola inglese significa riduzione della dimensione: è quello che fa un produttore per aumentare il prezzo di un prodotto cercando di ingannare il consumatore, proponendogli lo stesso prodotto di prima ma in una dimensione più piccola.
Ecco, nel nostro caso la Hera, con il benestare dell’amministrazione comunale, ha aumentato il costo del conferimento dei rifiuti indifferenziati.
In conclusione, capiamo che Hera sia nata per evitare che Aimag avesse una “posizione preponderante” perché non riuscisse ad imporsi sul cittadino. Peccato che Aimag è comunque una società di Servizi (sì, lo era di più prima). Ma peccato che Hera sia diventata così grande da accaparrarsi tutto il possibile: andate a vedere la gamma dei suoi prodotti.
La nostra amministrazione comunale non dovrebbe vigilare?
Vittorio Cajo’ (cittadino, ex consigliere comunale di Bastiglia)

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