Continuare a dare spazio a chi, come l'imam, usa il solito cliché concettuale del disagio psichico per giustificare l'ingiustificabile non fa de La Pressa una testata indipendente, come ama definirsi.
La linea che avete scelto di seguire è chiara anche a un ipovedente: minimizzare quanto accaduto il 16 maggio, elucubrate in modo cervellotico, usare funambolismi verbali, dare spazio agli interventi dei soliti filosofi da salotto che, alla fine del loro discorso, non permettono al lettore di capire che cosa abbiano voluto realmente dire.
E il pakistano che ha mandato una email all'Accademia dicendo di voler emulare El Koudri chi sarebbe? L'ennesimo disadattato?
Il sudanese che ha tentato di decapitare un irlandese a Belfast anche?
A questo punto sa che cosa le dico? Aboliamo la legge Basaglia e riapriamo i manicomi!
Modena e, con essa, qualunque altra città, non avranno pace finché ci sarà un approccio così intellettualmente decentrato dal problema, che ormai ha stancato.
Una cittadina delusa
Annarita Ghirelli
Buonasera a lei, per quanto riguarda l'articolo sulle dichiarazioni dell'Imam, il nostro quotidiano ha semplicemente dato conto di quanto espresso durante un incontro pubblico, senza giudizio alcuno. Il fatto che La Pressa sia indipendente non credo, onestamente, venga intaccato dal pubblicare resoconti di dibattiti pubblici, in quel caso con protagonisti il vescovo e l'Imam. Per quanto riguarda la genesi che ha portato El Koudri a mettere in atto la strage di Modena, starà al tribunale esprimersi. Anche in questa occasione, quello che abbiamo cercato di fare dall'osservatorio del nostro giornale, è dare conto della complessità fotografando prese di posizione differenti tentando, nell'analisi, di evitare strumentalizzazioni e minimizzazioni. La realtà è complessa e una lettura eccessivamente semplificata non solo non rende giustizia ai fatti, ma rischia di essere pericolosa. Certamente dare conto della complessità non è facile, se il nostro tentativo non è all'altezza, cosa che sicuramente può accadere, ci scusiamo coi lettori, nella speranza - forse eccessivamente autoassolvente - ci venga riconosciuta almeno la buona fede.
Giuseppe Leonelli


