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'Cari presunti giornalisti io non ho mai riso sulla omosessualità'

'Cari presunti giornalisti io non ho mai riso sulla omosessualità'

Per? ho riso molto e trovato molto stupidi i 'giornalisti' o presunti tali che, add? 2020, ritengono che l'omosessualità sia un argomento per cui ridere


2 minuti di lettura

A domanda rispondo, leggevo il vostro interessante articolo che trovate qui.
In cui, a fine intervento, invitate gli eventuali lettori a contattarvi (cito): 'Ecco, allora, se qualcuno può dire di non avere (...) mai, ridendo, accusato un amico di essere gay, ci scriva e lo pubblicheremo subito credendogli sulla parola'
Eccomi qua: io non ho mai riso dell'omosessualità. Forse l'ho fatto quando avevo 5 anni, ma non ricordo sinceramente. Poi è arrivata l'età della ragione e ho iniziato a comprendere che l'omosessualità è un legittimo orientamento sessuale. Essendo questo orientamento sessuale, a mio modo di vedere per lo meno, legittimo non mi sognerei mai di 'accusare' qualcuno di essere gay. Però ho riso molto e trovato molto stupidi i 'giornalisti' o presunti tali che, addì 2020, ritengono che l'omosessualità sia un argomento per cui ci sia qualcosa da ridere o, ancor più grave, qualcosa di cui accusare qualcuno.
Vergognatevi, fatevi furbi e rileggete i vostri deliri prima di esporvi al pubblico ludribrio.
A buon rendere.
P.S. Per quanto possa contare sono anche etero, prima che mi 'accusiate' di essere gay lo specifico.
Davide Cerisola

Ovviamente il significato dell'articolo non era quello che lei ha interpretato.
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Nessuna offesa di genere, ma la semplice constatazione che nell'audio del vicesindaco di Modena Cavazza vi erano frasi che probabilmente tutti hanno pronunciato con tenore simile, riferite a uomini o donne, una volta nella vita.
Crediamo, e lo ribadiamo, che tutti, a tavola, almeno una volta abbiano fatto apprezzamenti sull'aspetto fisico di una persona e che molti - che fingono di scandalizzarsi - si lascino spesso andare anche a battute sulla omosessualità o sulle abitudini anche sessuali, etero o omosessuali non importa, di conoscenti. Magari in un dialogo a due. Questo non significa giustificare nulla, significa sgombrare il campo da ipocrite indignazioni. Significa fotografare il vero, almeno a nostro avviso, sottolineando come in questa vicenda specifica la motivazione dell'attacco a Cavazza sia tutta legata a liti interne alla maggioranza, alla volontà di qualcuno di prendere il ruolo di vicesindaco (legittimamente certo ma non con questi mezzi e con audio privati) e non ad altro. Detto questo, viceversa, come detto, se lei non ha mai fatto queste battute, se mai ha riso durante un serata con amici sull'aspetto di una donna o di un uomo o sulla obesità di un collega, allora è un esempio per tutti. Complimenti. Le crediamo sulla parola. Anche noi presunti giornalisti dovremmo imitarla.

PS.
Per quanto possa contare, personalmente, nemmeno sento il bisogno di pensare di doverlo esplicitare se sono etero o meno.

Giuseppe Leonelli
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