Egregio direttore,
Ho letto l'articolo sul cortocircuito tra la recente nomina del segretario piddino locale e il suo precedente incarico di presidente dell'Amo.
Sono fortemente convinta che il livello di insolenza di questo partito sia alimentato dall'immobilismo della cittadinanza: anche e soprattutto di chi, pur critico, si limita a lamentarsi dietro le quattro mura e diserta le urne.
Poiché non esistono leggi che impongano quorum alle consultazioni comunali o regionali, diventa consequenziale interiorizzare un concetto: l'astensionismo non risolverà mai i problemi, anzi sarà complice degli stessi. A volte ci si dovrà tappare il naso prima di mettere la croce nell'urna, ma tant'è: in questa fase della storia il male minore è, appunto, minore.
Auspico che le mie riflessioni possano avere spazio, non certo per desiderio di vanagloria, ma solo perché tutti possano interrogarsi sul contributo che danno alla rinascita o allo sfascio della città.
Grazie.
Lavinia Cravero
Da amministratore Amo a segretario Pd: quanta insolenza
L'astensionismo non risolverà mai i problemi, anzi sarà complice degli stessi
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