Sembra proprio che nuovamente si renda necessario descrivere un fenomeno con i termini che gli sono propri e che lo descrivono in maniera appropriata: “egemonia culturale”. Un indottrinamento della Sinistra che passa dalla scuola.
Io non credo che nelle scuole non debba entrare la politica. Non credo nemmeno alla sua limitazione in ragione e in tutela di un pensiero democratico. Io credo che il pensiero democratico si formi proprio in ragione del dissenso. Io credo all’indottrinamento culturale che vivo. Perché in una scuola con tale impostazione educativa, noi che siamo diversi, veniamo per così dire allenati alla resilienza. Questa comunità che chiamo col suo nome: liceo, è un orizzonte ideale di risposta al bisogno fondamentale di ciascuno di definizione del sé. A essere a soqquadro in questo caso è l’uomo stesso nelle sue fattezze. Perché il comportamento è un linguaggio che assume una decisiva importanza in questo caso.
La funzione docente si fonda sull’autonomia culturale e professionale dei docenti, nella scuola pubblica non contempla la facoltà di eludere il linguaggio del comportamento. D’entrare in aula e manifestare il verbo politico confondendolo con la goliardia. Prescrive l’obbligo di introdurre gli alunni al mondo della conoscenza e del pensiero critico autonomo. Nelle forme previste dalla legge.
Mai! Nei modi e in comportamenti così deprecabili.
L’assenza di un vero pluralismo apre all’impossibilità reale di manifestare dissenso nella scuola, nei modi e nei comportamenti corretti. Questa “egemonia culturale” della Sinistra è una vera occupazione, spesso diviene vessazione e provoca senso di isolamento per coloro che dissentono. Quello che pensiamo non possiamo esprimerlo ma dobbiamo tenercelo per noi!
Giammarco Nardini (Lega Modena) - studente del Liceo Classico Muratori-San Carlo



