Gentile Direttore,
vorrei portare all’attenzione dei lettori un tema di cui si parla poco ma che, a mio avviso, riguarda moltissime compravendite immobiliari: il fenomeno del “nero” nelle provvigioni delle agenzie immobiliari.
Parlo per esperienza personale. Recentemente ho acquistato un immobile a Modena e mi sono sentito proporre il classico compenso “3% più IVA”, lasciando però chiaramente intendere che, essendo io un privato cittadino e non potendo scaricare fiscalmente l’IVA, esistesse anche “un altro modo”. Un sistema talmente diffuso da essere quasi dato per normale.
Ed è proprio questo il punto più grave: la normalizzazione.
Quando un privato acquista casa spesso affronta già spese enormi tra imposte, notaio, mutuo, arredi e ristrutturazioni. Di fronte a migliaia di euro di provvigione più IVA, molte persone finiscono inevitabilmente per accettare soluzioni irregolari. Non perché siano evasori abituali, ma perché il sistema stesso sembra spingere in quella direzione.
Forse bisognerebbe introdurre strumenti che favoriscano la trasparenza invece di incentivare il contrario. Ad esempio, consentire ai privati di detrarre integralmente o in misura significativa le provvigioni immobiliari sostenute per l’acquisto della prima casa. Oppure prevedere l’obbligo per il notaio di indicare nell’atto in modo dettagliato quale agenzia abbia curato la compravendita, con relativo importo corrisposto e modalità di pagamento.
Trovo inoltre sorprendente quanto poco siano chiari, per molti cittadini, i reali compiti e le responsabilità delle agenzie immobiliari.
Spesso si percepisce soltanto una richiesta economica molto elevata, senza comprendere davvero quali verifiche siano state svolte, quali responsabilità vengano assunte e quali tutele concrete vengano offerte all’acquirente.È legittimo chiedersi se sia normale che in questo settore si possano guadagnare cifre molto importanti in tempi rapidi, con controlli che appaiono insufficienti e con margini così ampi per pratiche elusive o evasive.
Naturalmente esistono anche professionisti seri e corretti, ma proprio per tutelare loro e i cittadini onesti servirebbero regole più trasparenti e controlli più efficaci.
Cordiali saluti
Lettera firmata



