Caro direttore,
La morte della signora Esposito, conseguenza del tragico attentato del 16 maggio, dovrebbe rappresentare uno spartiacque. Invece temo che assisteremo ancora una volta al solito rituale: cordoglio, dichiarazioni solenni, promesse di circostanza e poi tutto come prima.
La responsabilità materiale di un delitto è sempre di chi lo commette. Ma la responsabilità politica di chi governa una città consiste nel non ignorare i problemi finché non esplodono. Ed è proprio questo che l'amministrazione Mezzetti continua a fare: minimizzare, rassicurare, liquidare ogni critica come allarmismo e raccontare una Modena che molti cittadini faticano ormai a riconoscere.
Da troppo tempo chi denuncia un peggioramento della sicurezza viene trattato come se il problema fosse lui. È la politica del buonismo a tutti i costi, quella che preferisce salvaguardare una narrazione anziché affrontare la realtà. Una politica che finisce per trasmettere il messaggio che il rispetto delle regole sia un principio negoziabile e che chi le pretende sia quasi un fastidio.
In questo contesto, leggere di consistenti risorse destinate alla realizzazione di una moschea lascia francamente sconcertati. Prima di finanziare nuovi progetti simbolici, ci si aspetterebbe un investimento deciso nella sicurezza, nella presenza sul territorio, nel contrasto al degrado e nella tutela dei cittadini che ogni giorno pagano le tasse e chiedono semplicemente di vivere serenamente.
E come se non bastasse arriva l'ennesimo aumento del prezzo del biglietto dell'autobus.
Da utilizzatrice abituale del trasporto pubblico mi domando se chi prende queste decisioni salga mai davvero su quei mezzi. Chi paga regolarmente continua a essere chiamato a mettere mano al portafoglio, mentre l'evasione tariffaria resta una realtà tangibile. La domanda è semplice: quando i conti continueranno a non tornare, quale sarà la prossima soluzione? Far pagare ancora di più chi il biglietto lo compra già?L'amministrazione Mezzetti sembra avere una straordinaria capacità di chiedere sacrifici ai cittadini rispettosi delle regole e una molto minore determinazione nel pretendere che le regole siano rispettate da tutti. È una politica che alimenta sfiducia, esasperazione e la sensazione che esistano cittadini di serie A e cittadini ai quali viene chiesto soltanto di pagare, tacere e adeguarsi.
Il primo cittadino e la sua giunta dovrebbero interrogarsi sul crescente malcontento che attraversa Modena, invece di rifugiarsi nell'autocompiacimento o nelle rassicurazioni di facciata. Governare non significa limitarsi a reagire alle tragedie quando ormai sono accadute; significa prevenire, ascoltare e avere il coraggio di riconoscere quando una linea politica non sta funzionando.
La dipartita della signora Esposito merita rispetto.
Perché una città che ignora il disagio dei propri cittadini non diventa più inclusiva: diventa semplicemente più fragile.
Con estremo rammarico
Carolina De Benedittis



