la sua dichiarazione in cui sconsiglia la vaccinazione contro il Covid, contrapponendo a questa la possibilità di effettuare, in caso di malattia naturale, una terapia domiciliare semplice ed altamente efficace, benchè snobbata o contrastata dalle autorità sanitarie, mi lascia molto perplesso per almeno due motivi.
Il primo è che vaccinazione e terapia non sono per niente interventi in contrasto tra loro; qualunque terapia, anche la più semplice, richiede comunque una valutazione, prescrizione, controllo, rivalutazione... e questo è possibile in modo ottimale solo se il numero di persone da curare non è eccessivo. Se la vaccinazione del maggior numero di persone riduce in modo sostanziale il numero di persone contagiate e ammalate, queste potranno essere curate al meglio.
Il secondo motivo è: di quali cure parla?
Un recente studio, pubblicato su Annals of Internal Medicine non ha visto alcun beneficio sostanziale dall'uso domiciliare e precoce dell' idrossiclorochina, che di fatto è ormai poco utilizzata.
Il professor Remuzzi e il dottor Suter hanno recentemente pubblicato alcuni dati sull'utilizzo precoce degli anti infiammatori a domicilio, che immagino sia la terapia che lei considera. Dati interessanti, che a mio parere giustificano e magari impongono uno studio vero e serio su tale terapia che ha una base razionale, in quanto al momento, e uso le loro parole nel commento al loro studio 'un ulteriore studio potrebbe essere necessario per confermare i nostri dati ed escludere che sia stato solo un caso e non il trattamento a ridurre la necessità di ospedalizzazione da noi osservata'.
In sostanza, Egregio Dottore, credo che vada rispettata la libertà di scelta delle persone, che alla base di questa libertà debba esserci il consenso o il dissenso informato, ma appunto informato, con dati seri e confermati, ovvero chiarendo i limiti degli stessi, sia che si stia parlando di vaccini che di terapie.
Dott. Enrico Barchi, Infettivologo, Reggio Emilia



