Caro direttore,
Anche se sono un modenese d'adozione, sento un notevole attaccamento alla cultura di questa città, in primis di chi l'ha declinata meglio di tutti negli ultimi decenni: Luciano Pavarotti.
Quello che proprio non mi sta nella testa è la sciatteria del trattamento a lui riservato, il potere decisionale dato a chi di autorevolezza ne ha veramente poca, la passiva accettazione dello status quo da parte di molti suoi concittadini.
Modena dovrebbe essere il principale centro del bel canto in Italia con iniziative strutturali che si ispirino all'impareggiabile tenore e una giornata a lui dedicata. Al contrario, ha deciso di confinarsi nell'oblio preferendo le frasi di circostanza pronunciate senza convinzione presso la casa-museo.
Siamo al grottesco.
Cordiali saluti
Emiliano Castrota
Modena, così la città si confina nell'oblio davanti al Maestro Pavarotti
Modena dovrebbe essere il principale centro del bel canto in Italia con iniziative strutturali che si ispirino all'impareggiabile tenore
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
Modena, città noiosa e prevedibile che non ammette nessuna critica
Sicurezza, Modena non è governata: è semplicemente lasciata andare
Fabbri per Modena? Il centrodestra ci pensi prima che sia troppo tardi
Ex stazione di Bastiglia, 350mila euro di lavori per un edificio mai usato: 'Diventi la casa del volontariato'
Articoli Recenti
E così Claudio Gorrieri viene condannato sui social per 'insufficiente professione di antifascismo'
Modena, non solo il Cinema Astra: troppe chiese storiche ridotte al degrado
Caro direttore, Modena merita un confronto senza ipocrisie sul tema immigrazione
Foto di un uomo nudo derisa sui social: se questa è l'opposizione responsabile...


