Gentile direttore,
ho letto con attenzione la segnalazione della vostra lettrice sul tema dei disagi alla viabilità legata alle partite del Modena calcio, ma non posso condividerne il tono né la sostanza. Il calcio, piaccia o meno, rappresenta per Modena una tradizione radicata e un momento di aggregazione che coinvolge migliaia di cittadini. È inevitabile che un evento sportivo di tale portata comporti misure straordinarie di viabilità e sicurezza: non si tratta di “bloccare la città”, bensì di garantire ordine e tutela per chi partecipa e per chi transita nelle aree interessate.
Lo stadio Braglia, pur collocato in una zona centrale, è parte integrante della storia cittadina e continua a essere un punto di riferimento per la comunità. Parlare di “immobilismo politico” non rende giustizia a un contesto in cui le scelte urbanistiche devono bilanciare esigenze diverse: sport, cultura, viabilità, rispetto dei residenti. Non è certo il calcio a privare Modena di progettualità, ma semmai la difficoltà di conciliare interessi molteplici.
Comprendo il disagio di chi non ama il calcio, ma non possiamo accettare che si pretenda di ridimensionare un fenomeno che porta entusiasmo, identità e anche ricadute economiche alla città. La convivenza civile richiede tolleranza reciproca: così come lei pratica il suo sport senza arrecare disturbo, altrettanto i tifosi hanno diritto di vivere la loro passione, con le inevitabili conseguenze organizzative che ogni grande evento comporta.
Con rispetto, ma fermezza, ritengo che la posizione espressa sia eccessivamente severa e poco costruttiva.
Deborah Vicenzi


