Caro direttore,
Ho letto sulla sua testata l'articolo del sig. Vezzelli, ex presidente di Legacoop, e non posso che esprimere il mio accordo con la sua disamina.
In effetti Modena si sta ripiegando su se stessa, pensa di poter vivere di rendita rispetto ai programmi di tante menti brillanti del passato, si è auto-convinta che nascondersi dietro il conformismo non produca danni alla città.
Ed ecco una realtà che sostituisce i luoghi di cultura con tavoli, sedie e gazebo da bar, che è preda delle bande giovanili, che ha un preoccupante livello di microcriminalità, che ha un esubero di immigrati i quali non passano certo il tempo a cogliere le margherite, che comincia ad essere malandata in quanto ad arredo urbano e stato delle strade.
Inoltre, sulla statua di Pavarotti-Abatanuono (per riprendere le parole di Vezzelli) e più in generale sul grande tenore vorrei spendere qualche parola in più. Il livello di oblio in cui i modenesi hanno deciso di far piombare il Luciano nazionale è imperdonabile oltre che inspiegabile, e l'aver ascoltato i suoi parenti circa l'ubicazione della sua commemorazione annuale lo è ancora di più. Concordo inoltre con il fatto che l'apposizione della sua statua in un remoto angolo della strada è il segno di mediocrità cittadina e istituzionale.
Come definire tutto questo se non un sedersi e stare a guardare?
Vorrei a questo punto fare una domanda a chi ha sposato questa logica: davvero siete convinti che sia un bello spettacolo?
Sempre più attonito,
Remo Malvezzi
Modena, ha ragione l'ex presidente Legacoop: degrado senza fine
Modena si sta ripiegando su se stessa, pensa di poter vivere di rendita rispetto ai programmi di tante menti brillanti del passato
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