Gentile Direttore,
Con vero piacere apprendiamo che la Provincia di Modena ha ottenuto un importante riconoscimento per il grado di attenzione dei nostri ospedali nei confronti delle donne.
Fa piacere sapere che la tutela e la ricettività del paziente - donna sia per la sanità della Provincia di Modena così fondamentale.
Peccato solo che questo riconoscimento giunga nel momento in cui il punto nascite dell’ospedale di Pavullo sia stato chiuso nonostante servisse un vastissimo bacino di utenza, quello dell’intero Appennino, e nonostante alcune Associazioni (RelArte, UDI, AIFVS) e liberi cittadini da quasi un anno chiedono alle autorità cittadine e sanitarie di spiegarci perché donne gravide e minori con gravi traumi debbano essere trasportati al Pronto Soccorso del Policlinico modenese, ospedale che ha non più il trauma center (presente invece a Baggiovara) e che per stessa ammissione della Direzione deve avere solo una connotazione internistica.
E il Ministero della Salute conosce la situazione di precarietà del Policlinico di Modena evidenziata ad ottobre dal Consigliere Regionale Lega Nord Stefano Bargi in Giunta, che dichiara la struttura a rischio per mancati controlli di stabilità?
Dobbiamo forse pensare che il Ministero della Salute, avendo sede a Roma, sia troppo lontano dalla nostra Provincia per assicurarsi che effettivamente le cose stanno proprio come si racconta nelle motivazioni del premio?
O, peggio, dobbiamo pensare che il premio sia stato assegnato solo con “motivazioni politiche” cioè sulla fiducia?
Sarebbe bello sapere quali soggetti sono stati interpellati dal Ministero della Salute quando ha decretato che i nostri nosocomi fossero degni di ricevere il Bollino Rosa.
Anna Beatrice Borrelli

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