Progetti conclusi lo scorso anno non ancora pagati ai docenti e nessuna garanzia sui finanziamenti dei progetti PTOF 2024-2025, che alimentano un senso di incertezza e impossibilità di programmare interventi didattici.
A ciò vanno aggiunte le grandi difficoltà nella gestione, anche contabile, che hanno portato alla gravissima realtà attuale, che si concretizza (ed esplode, forse) nel giudizio dei revisori dei conti che viene brevemente riportato di seguito: 'visto il non rispetto dei termini di presentazione ai revisori della documentazione del PA 2025 e viste le gravi carenze che non garantiscono la prosecuzione della funzionalità didattica, anche a seguito dell'anomalia riscontrata sull'approvazione dell'aggiornamento del PTOF, in relazione a quanto sopra esposto, ritengono di non poter esprimere parere favorevole di regolarità contabile sul Programma Annuale 2025'.
In questo quadro desolante, con una 'ristrutturazione' della scuola che dura ormai da anni (con numerose e lunghissime pause), trovano spazio anche le motivazioni dello sciopero, ovvero:
1. Inaccessibilità delle vie di fuga per le classi nei container e nell'ex biblioteca (da oggi 27 febbraio, dopo 1 giornata di sciopero, sembra sia stata aperta la via di fuga per i container)
2. Mancanza di campanelle nelle aule dei container
3.
4. Gravi difficoltà nell'organizzazione delle gite, che a volte hanno portato alla cancellazione delle stesse e forse di altre attività formative (certificazione linguistica?)
Riguardo allo sciopero, 'voci' parlano anche di pressioni fatte da alcuni insegnanti affinché i ragazzi non partecipassero allo sciopero. Se queste voci fossero confermate, sarebbe un atto intimidatorio del tutto inopportuno e particolarmente grave, visto che riguarda ragazzi che si stanno formando e il luogo e le persone che dovrebbero aiutarli in questa formazione.
L'unica luce in fondo al tunnel è la prossima (si spera) riapertura delle 2 palestre, così come annunciato ieri dal sindaco. Ma, alla luce di tutto questo, una domanda ormai si fa avanti: forse, dopo anni di immobilismo, è ora di respirare un po' di aria fresca? Di ridare smalto ad una scuola che altrimenti vive solo perché l'unica in Appennino (altrimenti moltissimi ragazzi si sarebbero già da tempo trasferiti a Modena, dove non è pensabile che una situazione come quella di Pavullo si sarebbe trascinata per tutti questi anni). In tutto questo, il Provveditorato dov'è? La Provincia sta facendo tutto il possibile per portare a termine i lavori in una scuola frequentata da oltre 1000 ragazzi (che magari dovrebbe avere la precedenza rispetto ad altre situazioni)?
Un gruppo di genitori



