Ad esempio dallo scorso anno non è più possibile ottenere di persona da tali uffici il permesso di ingresso nel centro storico.
Nel mio caso dovendo accompagnare a casa in auto un anziano reduce da una anestesia, mi sono sentito dire che purtroppo ora il permesso è richiedibile solo tramite internet e pertanto occorre possedere lo Spid, avere le necessarie conoscenze informatiche per compilare la pratica, interpretare il relativo regolamento (se scegli “accompagnamento di invalido” serve il certificato medico attestante l'invalidità), un personal computer collegato a internet e una stampante con cui ottenere il bollettino da pagare almeno il giorno precedente.
Se ciò fosse stata solo una ulteriore opzione per l'utente, avrei apprezzato la cosa, ma nella fattispecie per me, e forse per altri anziani, è risultato un vero busillis. La prossima volta ricorrerò al taxi. Non basta.
Mi diceva un conoscente che avendo notato un pesante automezzo privato addetto allo spurgo sostare su un pedonale comunale (onde evitare di srotolare ulteriori metri di tubo di aspirazione?) ha telefonato ai vigili chiedendo se il veicolo aveva preventivamente da loro ottenuto il permesso di ingresso e, in caso negativo, invitandoli a intervenire. L'operatrice ha riposto che a tal fine il segnalante doveva declinare le proprie generalità. Cosa che il mio conoscente si è rifiutato di fare temendo possibili rappresaglie (la cronaca italiana è piena di casi in cui il cittadino poi non viene protetto). E adesso il pedonale comunale in cubetti di porfido, sotto cui scorrono condutture reca un profondo avvallamento che, forse fra anni, sarà sistemato a spese pubbliche, mentre il Comune non ha intascato una dovuta ammenda, e la ditta non ha imparato il corretto comportamento.
Lasciando libertà di commento, saluto i lettori.
Erio Ferrari



