Opinioni Lettere al Direttore

Scandalo Fondazione di Modena, ma l'elettore del Pd è davvero convinto della difesa d'ufficio dei vertici?

Scandalo Fondazione di Modena, ma l'elettore del Pd è davvero convinto della difesa d'ufficio dei vertici?

Ritiene convincente la difesa d’ufficio che viene messa in campo, senza distinguo, senza imbarazzi, senza alcun segnale di discontinuità?


2 minuti di lettura

Gentile direttore,

Vorrei porre alcune domande all’elettore modenese del Partito Democratico, domande che credo meritino uno spazio di riflessione pubblica, soprattutto alla luce dei fatti che coinvolgono la Fondazione di Modena.

Di fronte a uno scandalo che vede ancora oggi tutti i vertici dell'ente saldamente al loro posto, l’elettore di quell’area politica sente che la propria fiducia sia ben ripagata? Ritiene convincente la difesa d’ufficio che viene messa in campo, senza distinguo, senza imbarazzi, senza alcun segnale di discontinuità?

La tanto rivendicata “superiorità morale” che il PD continua ostinatamente ad ascriversi trova davvero una traduzione concreta nella realtà dei fatti, oppure resta uno slogan identitario utile solo a schermarsi dalle critiche?

E ancora: il pluralismo a cui inneggiano i riferimenti politici di quell’area si è tradotto, a Modena, in una città più vivibile e più sicura? Oppure è rimasto un principio evocato, ma non verificabile nella quotidianità dei cittadini?

Come si concilia, inoltre, la narrazione della sinistra con le frasi ambigue e talvolta farneticanti pronunciate sui gravi fatti di Torino e sui recenti atti di sabotaggio delle linee ferroviarie italiane? Possono davvero essere considerate una chiara e inequivocabile dissociazione dalla violenza e dal terrorismo?

Se questo spirito critico non viene recuperato — e se non lo recupera nemmeno l’elettore di sinistra nei confronti dei propri riferimenti politici — il rischio concreto è quello di votare Modena e l’Italia all’autolesionismo.
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Qui non si sta discutendo di idee, di visioni del mondo o di legittime differenze politiche. Si sta discutendo di comportamenti. Il fatto che non si riesca nemmeno a scontrarsi sulle prime, come dovrebbe avvenire in un vero dibattito democratico, perché si è costretti a concentrarsi sui secondi, è il segnale più grave di tutti.

Ed è esattamente lì che la politica smette di essere partecipazione democratica e diventa una scommessa cieca sul proprio stesso fallimento.

Cordiali saluti 

Maria Grazia Marcozzi 

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