la radiosa primavera 2023 vide la famosa popstar ligure Annalisa - davvero più bella che brava - coniare la strofa 'Ho visto lei che bacia lui che bacia lei che bacia me' presto assurta a tormentone. Ella intendeva istigare l'immaginazione di ognuno a raffigurare astrattamente uno scaleno trapezio amoroso con la maliziosa certezza che ogni ascoltatore se ne sarebbe fatto una propria obliqua rappresentazione.
E' storia recente che Matteo Tiezzi numero-uno di Fondazione di Modena (per esteso Fondazione di Modena - un 'Bene di tutti ieri, oggi, domani') si sia inaspettatamente trovato ad essere stato 'avvisato' di un non meglio precisato ammanco di parecchia argenteria dai forzieri di casa, sfuggito ai controlli suoi e del Cda (Silvana Borsari, medico - Eleonora De Marco, ex magistrato - Valeria Marigo, professore ordinario Unimore - Silvia Menabue, ex Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale - Massimiliano Morini, ex sindaco di Maranello e direttore scuola Città dei ragazzi - Valerio Zanni, ex sindaco di San Cesario). Ora gli eventi stanno precipitando ed il commercialista-presidente sta rappresentando a mezzo stampa agli inquirenti uno scippo perpetrato sottotraccia nel tempo da parte di un dipendente a cui Giacomo Casanova non sarebbe degno nemmeno di lustrare le scarpe.
Ma che c'entra la reginetta Annalisa che sgambetta sui cubi con una partita a scacchi che si sta trasformando in una corrida fra guardie e ladri?
Effettivamente un cavallo nemico si è infilato di soppiatto fra le linee: la torre Tiezzi, vistasi minacciata, vorrebbe arroccare, ma tale manovra è vietata dal regolamento se ci sono altri pezzi che ingombrano: quindi la torre è destinata al crollo. Nel frattempo al pedone Zanca è ordinato in tutta fretta di immolarsi per la causa accompagnando in Tv la reginetta Bosi con lo scopo di traccheggiare, ma il diversivo suscita una reazione avversa; l'alfiere Fabio Braglia, presidente della Provincia, che tutto poteva fare tranne che irrompere esponendosi al fuoco in campo aperto, colpito alla giugulare perde la testa, ma non la stima del suo predecessore Tomei, ormai già fuori dalla scacchiera centrale: 'Forza Fabio'. A quel punto tocca al Re di Roma - fino a quel momento al coperto - mettersi in proprio per salvare il salvabile ossia la sua (e qualche altrui) poltrona al prezzo di rinunciare financo al proprio più intimo onore, rinnegando tutto il possibile ed anche di più.
Non so a Lei, ma a me più che un balletto equivoco che rappresenta un poligono amoroso,
Si salvi chi può.
Acardo Lugli



