In merito al vostro articolo del 18 aprile sulla situazione della cassa di espansione del Secchia vi segnalo alcune vostre affermazioni che possono confondere i cittadini già bombardati dai fantasiosi comunicati stampa dei politici sulle opere fatte.
La cassa di espansione non contiene 30 milioni di metri cubi ne i 15 teorici, ma soltanto 12-13 (dato AIPO 2016, Orlandini 2015). Dopo l'alluvione del 2014 sono stati fatti solo interventi di manutenzione mentre gli interventi strutturali per aumentare la portata del fiume come l'allargamento della cassa di espansione e il rialzo degli argini devono ancora iniziare.
Per la manutenzione della cassa non è stato fatto nulla dal 1980 al 2014, ai lati della diga si erano depositati oltre 6 metri di sedimento e lo sbarramento per la raccolta del legname non funzionava. Dopo l'alluvione si è tolto il sedimento ai lati della diga, lo sbarramento per il legname è stato riprogettato e ricostruito, il canale di entrata e uscita dalla cassa è stato ripulito dalla vegetazione cosi come gli argini e anche i metri di misura sono stati ripristinati.
Mentre gli interventi più importanti come l'allargamento della cassa da 12 a 20 milioni di metri cubi e l'ampliamento della bocche di uscita dalla diga i lavori non sono iniziati ne sono stati finanziati (interventi ritenuti necessari dallo studio dell'Autorità di bacino del 2004 e da quello AIPO del 2016).
La cassa di espansione è sempre stata adeguata solo alle piene piccole e lo si sa dal 1990, anche la piena del 12 dicembre 2017 che ha riempito la cassa e superato gli argini a Modena è stata classificata da ARPAE e AIPO come piccola (inferiore a TR20).
Le cosiddette zone alluvionate di Campogalliano sono casolari in golena dentro il fiume considerate da sempre zone allagabili e lo saranno anche in futuro perché sono indispensabili per scaricare il picco della piena.
Massimo Neviani



