REGGIO EMILIA: In questi giorni, si sta ultimando la pista ciclabile che, lambendo la via Emilia, collegherà, ininterrottamente, Rubiera con S. Ilario D’Enza, passando per Reggio Emilia, per un totale di circa 40 chilometri
MODENA: Nei prossimi anni (o decenni) il centro storico sarà finalmente collegato a San Lazzaro per un totale di circa un chilometro.
Ma veniamo al tema di oggi.
Ho seguito con grande attenzione sia l’intervista di ieri su La Pressa che quella televisiva su Tvqui, di Andrea Burzacchini, nuovo amministratore di AMO; l’ho seguita per due ragioni: la prima è perchè so della sua competenza; la seconda perché non mi ha convinto per nulla la modalità della sua nomina. Veniamo quindi all’intervista, partendo dal secondo punto.
LA NOMINA
Devo francamente ammettere che la sua “difesa” della procedura di nomina non mi ha convinto per niente. Resto convinto che la sua nomina sia stata inventata per far fuori i due concorrenti ufficiali, ma…. Ma, sì, c’è un ma….questa volta, almeno, è stata individuata una persona seria e competente.
PROGETTI O SOGNI?
Molto meglio la seconda parte in cui Burzacchini si è mosso su un terreno che conosce molto bene, facendo importanti affermazioni; ne riportiamo alcune:
“Il problema della nostra città, e non solo Modena, è la grande quantità di spostamenti in auto….
A Modena, su 100 spostamenti, 70 sono in auto. Modena dovrebbe darsi un obiettivo di dimezzare gli spostamenti in auto nel giro di 5/7 anni. Nelle città più virtuose in Europa è un 25/25/25/25. (piedi/bici/bus/auto). Non si può pretendere tanto, ma in pochi anni si potrebbe arrivare a dimezzare. Intanto ci vorrebbe una severità molto maggiore nei confronti di due infrazioni, a mio parere gravissime che, purtroppo, “passano in cavalleria”: il non rispetto delle strisce pedonali e dei limiti di velocità. Questa è una cosa che cambia la percezione della possibilità di vivere la città da parte di chi cammina e di chi va in bicicletta. Credo che, purtroppo, ci sia un modo piuttosto vecchio di fare le piste ciclabili a Modena e non solo. La maggior parte delle piste ciclabili sono giù dalla strada; questo crea una sorta di concorrenza tra chi va in bicicletta e chi va a piedi, tra i due tipi di spostamento più sostenibili. Chi si muove in automobile viene lasciato libero . Credo che il passo successivo sia creare piste ciclabili, ove necessario, a fianco delle strade senza barriere architettoniche, in modo che chi si muove in bici abbia le stesse priorità dell’auto e chi si muove in automobile abbia meno spazio.Di una cosa molto importante, che riguarda proprio il suo specifico compito, ha poi parlato Burzacchini nella intervista su La Pressa: delle corsie preferenziali per gli autobus urbani e suburbani; ve lo immaginate, un autobus che corre su una corsia preferenziale superando tutti gli attoniti automobili tutti belli fermi in fila? Da noi se ne parla tanto e non si conclude nulla, eppure è proprio questa la carta vincente del trasporto pubblico.
PAROLE CHE SONO MUSICA, MA….
Comunque, le parole di Burzacchini sono musica per chi, da anni, sostiene queste tesi essendo però considerato un talebano. Ma chissà cosa ne penserà l’assessore Giacobazzi che vorrebbe togliere la pista ciclabile dal cavalcavia Ciro Menotti per dare più spazio alle auto e buttare i ciclisti in un buco sotterraneo, in costruzione da 10 anni, e per di più scomodo da arrivarci. Chissà cosa ne pensano quei tecnici comunali che, da anni si ostinano a fare ciclabili con muri, muretti, pali e paletti e non
E chissà cosa ne pensa il comandante della polizia municipale che, sembra, di queste cose ne occupi ben poco. Alla luce di quanto si vede a Modena, in particolare, ma anche in provincia, sembrano affermazioni più filosofiche che progettuali.
AMO SERVE?
Ma AMO (che vuol dire Agenzia per la Mobilità) che competenze ha sulla mobilità? Sembra assai poche: fare l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico, intervenire sugli orari dello stesso, curare la manutenzione delle pensiline, gestire i depositi e fare consulenza sulla mobilità ai comuni della provincia. In realtà l’Agenzia per la Mobilità non ha nessuna competenza specifica sulla mobilità che resta in capo ai vari assessorati, speriamo che almeno faccia bene i suoi compiti. Ma è un po’ pochino per una Agenzia dal nome così altisonante. E allora, chiediamocelo seriamente: serve proprio un’agenzia con tanto di amministratore e staff tecnico per fare queste cose? Una volta, almeno, le varie agenzie erano il cimitero degli elefanti in cui venivano collocati i politici nel periodo che intercorre tra il termine della loro attività e il pensionamento; in taluni casi, si davano anche indennità significative che, magari, venivano girate, in parte, ai partiti come contributo volontario e spontaneo(!), così come accade agli amministratori e parlamentari; ma adesso?
Comunque, visto che è stato nominata una persona competente, facciamola almeno lavorare; tra qualche anno valuteremo sulla base dei risultati. E se i risultati non si vedranno, bene, allora si decida di chiudere AMO come ente inutile. Intanto, visti i tanti, forse troppi, incarichi dell’assessore Giacobazzi, si potrebbe nominare Burzacchini assessore alla mobilità del comune di Modena…
Franco Fondriest
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