Qualcuno di voi ha mai percorso la ciclabile di via Salvo D’Acquisto? E’ un’esperienza quasi unica da fare: arrivati all’incrocio con via Cividale, vi troverete davanti un primo semaforo: aspettate il verde e proseguite; poi vi si parerà davanti un secondo semaforo che sarà sicuramente rosso; aspettate il verde e proseguite; incontrerete un terzo semaforo che sarà ancora rosso; aspettate il verde e proseguite. Sembra una barzelletta, ma è così, tutti lo sanno che i tre semafori, per i ciclisti, sono sfasati; perché non vi si pone rimedio? Costa troppo? Non credo; e allora?
Oppure, vi è mai capitato di percorrere una ciclabile modenese e sobbalzare a ogni metro? E dover studiare, ad ogni attraversamento, se ci sono le strisce zebrate o i quadrotti e, nel primo caso, dover scendere, mentre nel secondo, poter rimanere in sella; sempre sperando che qualcuno vi lasci passare…
O trovarvi su una ciclabile che finisce nel nulla? Oppure scendere e risalire da uno dei sottopassi “ciclabili” con rampe da brivido? Sono tutte esperienze altamente emozionanti che a Modena potrete fare… gratis. Ma Modena pensa in grande, queste sono cosette e allora, mentre non si fa nulla per sistemare gli attuali tracciati, per migliorarne il fondo stradale, gli attraversamenti, le connessioni, ecco che dal cilindro esce un nuovo progetto.
Non ci sono i soldi?
Ma chi l’ha detto? Dopo il concerto di Vasco e la conseguente giusta, inebriante gioia, ecco che sotto la stazione faremo un grande sottopasso ciclopedonale con nastri trasportatori ed ascensori (che speriamo funzionino e vengano tenuti in perfetta efficienza più di quanto accade ora) per sei biciclette ciascuno. Costo? Una bazzeccola, solo sei milioni di euro.Speriamo almeno che non finisca come il sottopasso che, da anni, è in costruzione a lato del cavalcavia Menotti. Ma qui si pensa alla grande, dobbiamo sempre essere i primi, come con il Novi Park o le (ex?) torri di vetro del Sant’Agostino.
Sia chiaro, nessuna preclusione ad un serio progetto di riqualificazione della Sacca (anche per far decollare il progetto edilizio, ora in stallo, dell’ex mercato bestiame). E’ una giusta attenzione ad una parte di Modena che è stata, per lungo tempo, trascurata e questo va riconosciuto. Trovo sostanzialmente positivi tanti aspetti del progetto di collegamento dell'area nord con il centro storico: la velostazione, la ciclabile su due lati della strada, un maggior numero di parcheggi per bici, la interconnessione tra mobilità privata e trasporto pubblico,
Però… Però, intanto, lasciamo stare i boulevard che sono in Francia e accontentiamoci di chiamarli viali, così come si dice a Modena. E poi, oltre ai progetti “alla grande”, si cerchi di portare a termine il completamento della zona 30 nel villaggio storico sostenuto da finanziamento regionale di 40.000 euro. Inoltre vorrei ricordare che ai ciclisti, per superare i dislivelli, non servono ascensori, ma semplici rampe che hanno anche il vantaggio di non aver necessità di manutenzione, di non rompersi mai e di funzionare 24 ore su 24. Insomma, via libera ai grandi progetti, ma che non siano cattedrali nel deserto. Ve lo ricordate il saggio buon padre di famiglia?
Infine, una considerazione sul tema della tanto decantata partecipazione; non sarebbe stato opportuno prima del progetto esecutivo un confronto con i residenti per cogliere aspetti di cui, come è già successo, i progettisti spesso non sono a conoscenza? Partecipazione addio?
Franco Fondriest


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