La replica di Fava al comunicato di risposta all’onorevole Patriarca merita risposta solo per ribadire quanto un Partito che di Democratico ha solo il nome, quando si tratta di difendere il diritto di voto dei cittadini modenesi fa lo struzzo. Quando lunedi il Pd modenese si sarà ripreso dall’ennesima sberla elettorale che i cittadini gli riserveranno domani alle elezioni comunali, invitiamo i dirigenti democratici a studiarsi l’anacronistica istituzione dell’autodichia parlamentare.
L’Ulivista Giuliano Amato dichiarò 'l’autodichia c’è ma si fa in modo di non vederla: non è che non si vede, c’è ma non si vede”. Ovviamente i Democratici modenesi sono molto miopi soprattutto quando si tratta di uno scrutinio che molto probabilmente li penalizzerà. Si fosse trattato di un’elezione Amministrativa od Europea, a seguito delle numerose testimonianze di presidenti di Sezione, Scrutatori e rappresentanti di lista, il Tar avrebbe probabilmente già fatto scrutinare le 4.409 schede nulle del collegio senatoriale fugando ogni dubbio sui soli 39 voti di scarto.
Ovviamente nessun rappresentante del Democratico Partitone Rosso ha sostenuto o collaborato con il ricorso che sarà competenza della Giunta Elezioni Senato. Posso solo augurarmi che a breve il Pd ci sostenga nelle revisione dell’autodichia parlamentare e nella riforma del sistema di voto, sostituendo il voto cartaceo con il voto elettronico al Seggio.
Stefano Corti - candidato nel Collegio Uninominale Senato Modena U05


