Alla mia età, con una salute già un pò traballante, quando si avvicina l'inverno è sempre il caso di vaccinarsi contro l'influenza, per evitare un contagio che quest'anno si prevede molto aggressivo. Motivo per il quale sono appena andato dal mio dottore e mi sono fatto vaccinare. Su suo consiglio, ho atteso nella sua sala d'aspetto quache minuto, per una prudenziale attesa che escludesse l'evidenziarsi di sintomi reattivi indesiderati e poi mi sono incamminato, sempre con mia moglie, verso la nostra abitazione. E forse quell'attesa, con già il vaccino in corpo, hanno prodotto una reazione 'elettrizzante' e tanto eccitante da infervorare 'una' mia fantasiosa speranza. Di cui sto per dire.
Usciti dal medico, abbiamo percorso la via Emilia verso largo Aldo Moro, senza fretta, per dare un'occhiata a quella parte della città. Giunti in piazza (largo) S.Agostino, abbiamo girato gli occhi verso la omomima chiesa, immaginando di vedere il suo portone chiuso, come ci era capitato di vedere più volte e credendo che la sua apertura fosse limitata ai prefestivi e festivi.
Pensando quindi che l'apertura odierna fosse una casualità, non abbiamo tardato a cogliere quella che immaginavamo fosse un'eccezione e siamo 'prudentemente' entrati in chiesa.Un tranquillo giretto esplorativo, per riappropiarci di ricordi di vecchie frequentazioni, poi siamo arrivati di fronte ad un tavolino con vari depliants e la presenza di una persona, li collocata evidentemente per fornire informazioni e dettagli. Inutile dire che ne abbiamo approfittato, se si può dire, a piene mani ed abbiamo appreso che 'adesso' l'apertura della chiesa é prevista per l'intera settimana, dal lunedi al sabato. Poi, inoltre, che sono previste delle visite guidate per le giornate di venerdi alle ore 15.30 e del sabato e domenica alle ore 11.00 ed alle ore 15.30. Le visite sono promosse all'interno del progetto AGO Fabbriche Culturali e sono attuate da guide 'esperte'.
Sebbene attento a questo tipo di tematiche, non ero a conoscenza di queste informazioni e, come me, credo che ciò non sia noto a molti concittadini. Occorrerebbe che lo sapessero, credo.
Già queste prime notizie, che mi hanno restituito, del tutto insperabilmente, lo confesso, l'idea di una volontà di valorizzazione di quel patrimonio (architettonico, storico, artistici) nei confronti del quale, al contrario, mi era sembrata prevalere una certa distrazione... a suo discapito, magari per sostenere a spada tratta degli ambiziosi progetti di nomi noti...
Abbiamo anche appreso la causa per la quale le balaustre che suddividevano gli spazi, già presenti ancor quando il celebrante voltava le spalle ai fedeli, ora non ci sono più. Ciò è dovuto al fatto che l'imponrnte crollo causato dal recente terremoto ne aveva causato una frammentazione talmente grave da impedirne un restauro adeguato.
Usciti dalla chiesa, con la riserva di prossime visite più meditate, non abbiamo potuto evitarci un'occhiata alla piazza antistante, stavolta, però, decisamente deludente. Uno spazio ampio, fra l'antico Ospedale ed il Grande Albergo delle Arti (oggi Palazzo dei Musei) che è stato trasformato, come noto a tutti, in un parcheggio per auto.
Uno spazio che, così com'è 'ridotto' .. haimè... è un luogo senza respiro, senza identità e senz'anima.
E, forse ancora gli effetti esaltanti del vaccino, mi hanno riportato alla mente l'idea di 'quale' sarebbe stata quella piazza, col momunento equestre che vi era previsto che le avrebbe conferito un'immagine di indiscusso pregio.
Proprio in questi giorni è all'ordine del giorno la proposta di pedonalizzare quel luogo, come primo passo per una valorizzazione più generale, e credo proprio che quanto ho scritto fin qui possa evidenziare con netta chiarezza il mio pensiero.
Ma ancor più... forse sempre per colpa del vaccino... mi sono sentito autorizzato a pensare ad un'ulteriore ipotesi. Al centro del 'cortile' del nostro (attiguo) Lapidario, c'è un monumento che raffigura il Duca Borso d'Este, con la spada e la rosa. Anche se il suo basamento non ne riporta l'identità e, a mio avviso molto colpevolmente, nell'immediatezza della sua collocazione non è posta alcuna nota informativa... si tratta proprio della statua del Duca che ha dato il nome alla più famosa Bibbia che è ospitata presso la nostra Biblioteca Estense.
Ebbene, a me non dispiacerebbe affatto (anche se sono conscio che una più competente valutazione spetterebbe ad esperti e non alla mia improvvisazione) che quella statua potesse trovare una più adatta sistemazione proprio in quella piazza, restituita alla sua comunità, a testimonianza della volontà di conservare e valorizzare l'integrità dell'intero patrimonio che la generosità della nostra Storia ci ha lasciato.
Giovanni Finali


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