Quando una notizia mi convince lo dico volentieri. E il nuovo Punto Informativo sulla Mediazione Familiare, attivo al piano terra del Tribunale di Modena, non solo mi convince ma mi riempie di gioia, perché so quanto il problema sia sentito e perché vedo in questa iniziativa un'occasione nata dai corpi intermedi che è preziosa per tutta la città. Il protocollo d'intesa tra Tribunale e Ordine degli Avvocati è stato firmato il 6 luglio e in poco più di due mesi di attività ha già un primo bilancio positivo. Il servizio è gratuito e anonimo, si rivolge a coniugi, coppie di fatto e persone unite civilmente, con o senza figli, ed è animato da professionisti che offrono gratuitamente il proprio tempo a rotazione e per spirito di servizio. Un grazie sincero va al presidente del Tribunale Alberto Rizzo, al presidente dell'Ordine Roberto Marianied alla vicepresidente e responsabile della Commissione Famiglia Dolores Reatti per aver avviato questo nuovo progetto. Lo sportello nasce dall’incontro tra un’istituzione, il Tribunale, e un corpo intermedio, l’Ordine degli Avvocati e vive grazie a professionisti che mettono gratuitamente a disposizione il proprio tempo e la propria competenza. È la sussidiarietà nella sua forma più concreta.
I corpi intermedi colgono i bisogni quando sono ancora all’inizio, parlano il linguaggio delle persone e generano fiducia, e il volontariato, anche quando è volontariato di competenza, ne è il cuore pulsante.Una comunità che riconosce e valorizza questa energia, come Modena sta facendo quest’anno in cui è Capitale italiana del Volontariato, sa che la coesione sociale cresce dal basso, nella responsabilità condivisa tra cittadini e istituzioni. Uno spazio dove le persone possono essere ascoltate e orientate ha grande valore, soprattutto quando ci sono figli. Separarsi come coppia e restare genitori è la sfida più difficile di ogni famiglia che attraversa una crisi, e la bigenitorialità si costruisce nella capacità, di riuscire a distinguere la fine di un legame affettivo dalla continuità della responsabilità verso i minori. Penso poi che il valore dello sportello stia anche nella chiarezza dei ruoli. Il Punto Informativo offre ascolto e orientamento, la mediazione familiare è un percorso volontario condotto da un mediatore qualificato, e l'assistenza legale resta il luogo in cui ciascuno tutela i propri diritti. Tre livelli distinti che si completano, in linea con lo spirito della riforma Cartabia, che ha dato alla mediazione familiare un posto sempre più importante nella giustizia della famiglia.
Lo sportello giudiziario inaugurato quest’estate si integra in questa cornice come una nuova porta d'ingresso, capace di raggiungere persone che ancora ignorano questi strumenti, e che potrà lavorare in rete con gli altri servizi territoriali. Lo sportello apre il primo e il terzo martedì di ogni mese, dalle 9.30 alle 12.30, in corso Canalgrande 77. Invito chi sta attraversando una separazione o un momento difficile in famiglia a rivolgersi con fiducia a questo presidio di ascolto. Ai colleghi e alle colleghe che lo hanno ideato e lo fanno vivere va tutto il mio plauso e ringraziamento, con l'augurio che la rete cittadina per la prevenzione dei conflitti familiari possa sempre più rafforzarsi.
Luca Barbari
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