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Modena, una città senza ricordo è una città senza futuro

Modena, una città senza ricordo è una città senza futuro

Carlo Sabattini e Giacomo Grossi, due figure che non vanno dimenticate


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Ci sono modenesi che hanno reso grande lustro alla nostra città rendendola famosa nel mondo; ricordiamo i due più recenti: Ferrari e Pavarotti.
Ad altri, la nostra città ha concesso la cittadinanza onoraria; ricordiamo Julio Velasco, il filosofo Remo Bodei, il giudice Antonino Di Matteo, il prefetto Alessandro Pansa e Michael Schumacher
Proprio a quest’ ultimo, nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha fatto pervenire gli auguri per il cinquantesimo compleanno.
Ma ogni giorno, ci sono migliaia di concittadini che, spesso in modo anonimo, con impegno, competenza e passione, rendono sempre migliore la nostra città. Anche se sono certo che non saranno sfuggite all’agenda del Sindaco, oggi, vorrei ricordare due importanti scadenze del 2019.

I DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA DI GIACOMO GROSSI

Giacomo Grossi, collega, amico e stimatissimo direttore didattico, nato il 2 luglio 1950, figlio di insegnanti (il padre diventerà poi Ispettore centrale del M.P.I.), fin da giovanissimo intraprende la strada dell’insegnamento. Nel 1979, diventa direttore didattico, tra i più giovani d’Italia. Svolge la sua carriera fino al 2009 a Modena, (ben quarant’anni) interrotta solo da un triennio presso l’università di Bologna, come collaboratore del professore Mario Gatullo. E’ deceduto nel 2009.

Ha collaborato con diversi assessori; ricordiamo, in particolare, Liliano Famigli per l’educazione ambientale e Mario Benozzo per l’istruzione.

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Ha sostenuto fortemente l’attività del Tommaso Pellegrini a favore dell’integrazione dei bambini con problemi di udito. Fu l’inventore della “scuola ospedaliera”, tutt’ora funzionante presso il nostro Policlinico. Chi l’ha conosciuto lo ricorda per la modestia, l’impegno, la passione, la grande umanità e disponibilità con cui ha svolto il suo lavoro.
Purtroppo non teneva concerto oceanici che facevano ben figurare gli amministratori e non vinceva gare di Formula 1, ma credo di poter affermare che ha dato molto alla città, rimanendo nel cuore di chi l’ha conosciuto.

I TRENTA ANNI DALLA SCOMPARSA DI CARLO SABATTINI

Qualcuno si ricorda ancora di Carlo Sabattini? Ecco come lo presenta Nunzia Manicardi (nella foto) nel suo interessante libro edito dal Fiorino ed a lui dedicato: “Carlo Sabattini l’ambientalista che fu dichiarato pazzo e rinchiuso in manicomio perché denunciava abusi e soprusi e ne allegava le prove Un uomo mite e caparbio, difensore solitario dell’ambiente, implacabile e inascoltato denunciatore di abusi ed ingiustizie e per questo dichiarato pazzo nel 1985 e rinchiuso in manicomio, eletto consigliere comunale pur essendo ancora internato, picchiato a sangue per aver continuato a denunciare, già debilitato per questioni private quali la morte di un figlio,

nuora e nipotini in un incidente, Morì prematuramente nel 1989 in consiglio comunale dopo un lungo, doloroso e irrisolto calvario giudiziario.”
Riuscirà la nostra amministrazione, così solerte a ricordare uomini famosi, a programmare iniziative per mantenere vivo il loro ricordo?

Franco Fondriest

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