'Prima le offerte di Eni su gas e luce, presentate come dotate di sconti del 30%, ma in realtà pressoché identiche alle normali proposte commerciali di quel soggetto. Poi la sorpresa, oggi, di scoprire che l’ambiguità del colosso energetico si è estesa anche al tetto al prezzo di gasolio e benzina. Una ambiguità ai limiti della falsa comunicazione, con la notizia che, in corrispondenza con la fine del taglio delle accise sul gasolio i prezzi di Eni hanno subito una crescita corrispondente a 6,1 centesimi'. A intervenire sull'ennesima stangata sul carburante è Federconsumatori Modena.
'Alla faccia degli annunci di prezzi fissati per un mese, i prezzi del gasolio sono schizzati immediatamente in alto. Va segnalato il curioso effetto che in questo momento nel gasolio self, in provincia di Modena, nella classifica dei distributori più economici della rete stradale, Eni è a centro classifica. E’ già un pallido ricordo quando i primi 46 posti in classifica erano tutti occupati da ENI; un effetto durato solo pochi giorni. Oggi, al netto di tre distributori che non hanno ancora adeguato il prezzo e che comunque stazionano oltre il ventesimo posto, la rete Eni è a centro classifica, con il gasolio passato in un colpo solo da 2,19 a 2,25 euro al litro.
Ma c’è un altro problema, che chiarisce il comportamento di ENI. Nell’arco di 9 giorni in Emilia Romagna il prezzo medio della benzina è calato di 7,5 centesimi. Un calo determinato da eventi internazionali, che sarebbe stato sicuramente registrato anche dal gasolio. Il “prezzo imposto” ha impedito di vedere questo effetto; ora, la crescita dei prezzi ENI va letta anche in questo quadro, e sembrerebbe essere una mera operazione speculativa, che nei fatti riduce di molto l’incidenza dello sconto'.'L’enorme impatto pubblicitario favorevole ad Eni è costato davvero poco; soltanto una temporanea e limitata contrazione degli extraprofitti che questo soggetto registra dall’inizio della crisi.
Il +104% negli utili del secondo trimestre 2026, sul pari periodo 2025, chiarisce più di ogni altra cosa che il disastro nelle tasche degli italiani si è trasformato in formidabili risultati per gli azionisti Eni, e tra questi il Governo italiano, che ne detiene il 34% - chiude Federconsumatori -. Il taglio delle accise, in origine di 25 centesimi, era iniziato lo scorso 20 marzo, quando la benzina aveva toccato il prezzo medio di 1,881 euro al litro, ed il gasolio i 2,125 euro, in modalità self.



