Protette, sì. Una parola tragicamente falsa rispetto a quanto è avvenuto. Non siamo stati in grado di proteggere le persone più anziane, indifese e sole. Anzi, usando le metafore belliche tanto abusate anche dal Governo, le abbiamo mandate in prima linea a morire.
Il 6% del totale dei contagiati in Emilia Romagna si è infettato nelle Cra, in una popolazione che rappresenta meno dello 0,8 per cento della popolazione regionale (35mila persone contro i 4 milioni di abitanti in Emilia Romagna). E il tasso di mortalità nelle Cra è stato cinque volte superiore rispetto a quello medio nella popolazione emiliana (4,5% contro il 22%).
Vergogna, dicevamo. Ma nessuno sembra assumersi il peso di questa vergogna, nessuno sembra voler dire 'abbiamo sbagliato', 'non abbiamo fatto abbastanza per proteggere coloro che proprio stando in casa, nella loro residenza anziani (per stare nella quale pagavano cifre doppie o triple rispetto alla loro pensione), sono morti'. Era difficile evitare che il Covid entrasse e mietesse vittime tra gli anziani nelle strutture? Sì, lo era. Ma non impossibile, come dimostrano i casi virtuosi. E se i casi virtuosi non sono stati replicati significa che si è fallito. E i motivi sono tanti: carenza di personale, carenza di risorse, scarsa attenzione, incapacità di isolare tempestivamente i malati...
Resta, lo ribadiamo la vergogna. Vergogna perchè la prima ondata non ha insegnato nulla. Vergogna anche per questa mania di continuare a dirsi 'solidali'. Vergogna per la retorica con la quale ancora oggi gli amministratori regionali e comunali si riempiono la bocca con lo slogan del 'non lasceremo nessuno indietro'.
Questi 2039 morti nelle Cra dell'Emilia Romagna, questi 9.206 contagiati, sono stati lasciati indietro. Talmente indietro che oggi si cerca di non vederli più, di dimenticarsene.
Giuseppe Leonelli



