Parole che hanno provocato la comprensibile indignazione dei cittadini.
Ora, è vero che la tossicodipendenza, al pari delle patologie oncologiche, è formalmente oggetto di tutela nell'ambito dei Livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale ed è anche vero che il riconoscimento nei Lea implica che la presa in carico non possa essere considerata una prestazione eventuale, ma rientri tra le prestazioni che il Servizio sanitario è tenuto a garantire.
Detto questo però affiancare le due patologie in un incontro pubblico per giustificare la presenza di una struttura come il Drop in che tantissimi disagi crea ai residenti del quartiere, è evidentemente strumentale e provocatorio. Finanche offensivo.
Dal punto di vista medico la tossicodipendenza è certamente una malattia, ma la dottoressa Gabrielli non stava parlando a un convegno di esperti e di dotti accademici. L'altra sera non si disquisiva sull'approccio scientifico teorico migliore per arginare il dramma dell'abuso di sostanze stupefacenti. La serata era stata convocata per dare risposta alla esasperazione di chi vive ogni giorno il disagio e la paura di fare i conti con tossicodipendenti sdraiati per strada, con furti e minacce.
Risulta forse alla dottoressa Gabrielli che un malato oncologico minacci i residenti del suo quartiere? Che barcolli per strada in cerca di una dose? Che rubi nelle abitazioni per qualche spicciolo?
Di questo si parlava l'altra sera alla presenza, non di Lea e manuali scientifici. E se la Gabrielli, parlando da medico non se ne è resa conto, l'assessore Maletti e l'assessore Ferraresi presenti al tavolo dovevano fermarla e sottolinearlo. Invece hanno preferito tacere accettando un approccio politicamente corretto e sterilmente ipocrita.
Perchè il paragone tra un malato di cancro e un tossicodipendente è davvero offensivo. Offensivo per i malati di tumore, offensivo per le famiglie che li seguono, offensivo per i cittadini e offensivo per gli stessi tossicodipendenti, perchè offre loro un contesto giustificativo che non li aiuta certamente a uscire dal tunnel dell'abuso di sostanze.
Giuseppe Leonelli

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